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Travaglio ha ragione (a metà), che scempio su Sempio e Buttafuoco: quindi, oggi…

Quindi, oggi…: aviotrasportate Zaia in Sicilia, il candidato che bombarda i narcos e Stasi

Travaglio ha ragione (a metà), che scempio su Sempio e Buttafuoco: quindi, oggi…

  • Io vorrei conoscere l’ottico di fiducia di Angela Taccia, avvocato di Andrea Sempio. Deve essere un uomo molto ricco: a lei avrò visto almeno una decina di occhiali diversi, spesso intonati con gli orecchini o l’abbigliamento. Adoro.

  • Uno dei problemi del processo mediatico è che si spara nel mucchio senza spiegare se una certa dichiarazione o un certo indizio portino acqua al mulino della Procura o a quello della difesa. Oggi tutti parlano dell’amica di Chiara Poggi, che sostiene di aver saputo dei video intimi ma soprattutto rivela che Chiara era seccata perché gli amici del fratello Marco (tra cui Sempio) entravano in camera sua. Bene. Fico. Bis. Titoloni di prima pagina. Ma… cosa ci dice tutto questo? Boh. Dal pezzo di la Repubblica, per dire, non si capisce. Ma chi si è letto l’informativa dei carabinieri sa che gli investigatori puntano molto sui racconti degli amici di Sempio, secondo i quali in quella stanza non ci andavano granché. Quindi la nuova testimonianza dell’amica cosa ci svela? Che forse in quella stanza ci andava davvero la compagnia di Marco? Questo dà ragione a Sempio sulla possibile contaminazione e torto alla Procura? Oppure torto a Sempio e ragione alla Procura, che sostiene che lui abbia visto i video intimi di Chiara? Boh. Non si capisce. Ma il titolo c’è. E i giornali sparano nel mucchio. Tanto tutto fa brodo.

  • I carabinieri mettono a confronto le dichiarazioni rese da Marco Poggi nel 2007 e quelle rese nel 2025 e dicono: “Sembrano essere meno precise”. Come se ci fosse qualcosa di losco sotto. Ma grazie al cavolo che sono meno precise: so’ passati 20 anni!

  • Per una volta mi tocca dar ragione a Marco Travaglio. O almeno in parte. Il caso di Garlasco ha infatti trasformato l’Italia, facendo diventare i giustizialisti neo-garantisti e i garantisti neo-giustizialisti. Il direttore de Il Fatto Quotidiano, che per una volta non si abbevera come nulla fosse alle tesi di pm e investigatori, fa notare che in effetti da qualche giorno a questa parte sui giornali (in teoria garantisti) sta finendo di tutto, dai virgolettati delle intercettazioni all’indagato fino ad arrivare agli audio (di cui, peraltro, non si capisce una mazza). Dice Travaglio: “Quindi le intercettazioni (anche dei genitori della vittima con i loro avvocati), i verbali, i bigliettini e le consulenze di parte possono finire su giornali, tg e talk che hanno sempre difeso il Bavaglio: tutto testuale, fra virgolette, spesso in audio (tanto non si sente una mazza). E la stampa garantista può dare ogni giorno dell’assassino a Sempio, dire che questo o quell’elemento (soprattutto i più fumosi o tragicomici) lo “incastra”, lo “inchioda”, lo “sbugiarda”, anzi è lui a “incastrarsi da solo” e a “confessare” nei famosi soliloqui dove non si sente e non si capisce niente e non c’è l’ombra di una confessione neppure a prendere per buone le trascrizioni in didascalia. Il tutto usando i verbi all’indicativo e le parole più tranchant”. Noi lo abbiamo scritto subito: fermi, perché mostrificare Sempio spiattellando le tesi dell’accusa sui quotidiani è un errore madornale. Ci fa piacere che ci sia arrivato anche Travaglio, re dei giustizialisti.

  • L’errore del direttore del Fatto è ritenere che se Sempio fosse un politico, tutto questo non sarebbe successo. Falso. Accade sempre. Accade lo stesso. E se i media “garantisti” appaiono incoerenti nel gettare in pasto al pubblico questo o quell’altro audio prima ancora che la difesa possa replicare, è altrettanto ipocrita che il Fatto stia lì a far la morale agli altri. La soluzione sarebbe una, e una soltanto: smetterla di correre dietro come cagnolini alle tesi di chi accusa, come fanno oggi quasi tutti i giornali e come sono soliti fare i Travaglio Boys sulle indagini contro i politici. Valga per Sempio ciò che venne chiesto per Giovanni Toti. E valga per Toti, caro Travaglio, ciò che oggi chiedi per Sempio.

  • In sostanza i carabinieri vogliono dimostrare che Sempio non sarebbe mai andato in cantina e quindi quell’impronta sulle scale sarebbe la sua firma da assassino. Può darsi, eh. Ma le prove? L’impronta sarà tutta da attribuire, come abbiamo visto, considerato che non tutti i periti ritengono che sia attribuibile. E poi c’è del sangue? È davvero bagnata? E davvero basta mettere insieme le dichiarazioni dei Poggi rese 18 anni fa, in cui non citavano mai i videogiochi in cantina, per escludere che Sempio abbia mai fatto su e giù dalle scale della cantina? Mah…

  • Non si capisce bene perché i carabinieri di Milano dedichino così tanto spazio nella loro informativa a redarguire i Poggi per la loro avversione verso le indagini che stavano conducendo. Qual è il nesso con il crimine? Che avrebbero aiutato Sempio a farla franca? Sinceramente, credo potessero facilmente evitarlo, sapendo che prima o poi quel documento sarebbe diventato pubblico.

  • Secondo chi indaga, un appunto di Giuseppe Sempio in cui parla della famosa bicicletta nera vista da un testimone a Garlasco smentirebbe la versione data da Andrea secondo cui era rimasto a casa col padre quella mattina per poi andare a Vigevano. Il punto è che papà Sempio scrive solo: “Mio figlio era a piedi perché non ha bicicletta nera, una bianca da donna”. Secondo i militari questo vorrebbe dire che Andrea Sempio quella mattina è uscito a piedi. Signori, toc toc: quel biglietto potrebbe banalmente dire “oh, guarda che hanno visto una bici nera ma noi ce l’abbiamo bianca”. Non sta scritto da nessuna parte che “quel giorno Andrea è uscito a piedi”. Anche questa mi sembra una grande “suggestione”.

  • Io comunque adoro la capacità italiana di dire tutto e il contrario di tutto. Sul dna sotto le unghie di Chiara, i periti sostengono che ci sia una compatibilità “moderatamente forte” con Sempio. Moderatamente forte. Ma che vuol dire? È forte o è moderata? Eddai.

  • Comunque Teheran dice che se gli Usa attaccano preparano la bomba, che quindi devono essere in grado di creare. Allora forse l’attacco Usa non era così campato in aria, no? Chiedo a quelli che “la storia della bomba era solo una scusa”.

  • In Colombia, un candidato di destra ha promesso di bombardare i narcos. Adoro.

  • Dopo l’Hantavirus, ora il Norovirus su una nave da crociera. Mi sa che quest’anno andiamo tutti in montagna a prendere aria fresca.

  • Pietrangelo Buttafuoco è un personaggio stupendo, fatevelo dire da chi può vantare di averci passato una bella cena in compagnia (con aneddoti che non scriverò nemmeno se dovessero spararmi). E infatti di tutta la sua intervista al Fatto Quotidiano, tutta incentrata sul caso Biennale, la parte migliore riguarda la sua Sicily e l’ipotesi di candidarsi a governatore di quella terra. Dice: “Il mio proposito sarebbe di aviotrasportare Luca Zaia nell’isola e dargli carta bianca. Governa tu. Zaia è l’unica possibilità di ridare senso e forza all’autonomia”.

  • Dopo aver letto l’informativa dei carabinieri su Garlasco, fossi negli avvocati di soggetti coinvolti in casi simili, che siano familiari o indagati, suggerirei di non rilasciare mai interviste. Manco per dire che vi piace la pasta al pomodoro. Perché questi hanno usato tutte, dico tutte, le interviste rilasciate per contestare difformità rispetto a quanto riportato a verbale. Anche a 18 anni di distanza. Che scempio.

  • Paola Cappa racconta che Stasi “era fidanzato già il giorno dopo il delitto”. Una rivelazione del genere, sempre che sia vera, 18 anni fa sarebbe diventata sui giornali la prova che Alberto in realtà non amava Chiara, che l’ha uccisa, il biondino malefico, assassino, killer, vergognati. Oggi invece passa tutto in cavalleria. Non dico che sia un appunto a suo carico, attenzione. Dico solo che oggi i media hanno disegnato il nuovo mostro e tutto quello che non rientra nella narrativa, o rientrava nella narrativa precedente, si perde nell’etere. Come se nulla fosse.

  • Mentre scrivo la Lazio sta perdendo 2 a 0 la finale di Coppa Italia, giocando una partita indegna. Sarri out, speriamo.

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