Crisi internazionali, l'allarme del Consiglio supremo di difesa: "La situazione è peggiorata"

Dall'Ucraina al Medioriente, il Consiglio presieduto da Mattarella passa in rassegna i principali motivi di preoccupazione internazionale. "Allarmante ritorno della violenza politica in Europa"

Crisi internazionali, l'allarme del Consiglio supremo di difesa: "La situazione è peggiorata"

Nel corso degli ultimi mesi "lo scenario generale di sicurezza si è ulteriormente deteriorato". Lo ha constatato il Consiglio supremo di Difesa, presieduto dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, riunitosi oggi al Quirinale. La situazione è insomma seria e i motivi di allarme sono dati dai molteplici fronti internazionali attualmente aperti. Le principali preoccupazioni - ha deliberato l'organo di rilevanza costituzionale - rimangono "l'aggressione della Federazione Russa all’Ucraina, che sta provocando un crescente numero di morti e infliggendo devastanti danni alle infrastrutture del Paese, e la conflittualità in Medioriente", ma anche le latenti tensioni nei Balcani, l’instabilità politica e la crisi economica nel Sahel e in tanti Paesi dell'Africa.

La guerra in Ucraina

Il Consiglio ha convenuto che l’Italia deve continuare ad adoperarsi, in concerto con gli alleati dell’Unione europea e della Nato, per la "stabilizzazione dell’area mediterranea e per la difesa dei principi della pacifica convivenza internazionale". In particolare, in riferimento alla guerra in Ucraina è stato ribadito nuovamente "il pieno sostegno dell’Italia al Paese aggredito nella sua difesa contro l'invasore". Al riguardo, in una nota del Quirinale si legge: "Da oltre due anni il popolo ucraino si pone come argine a una deriva che minaccia la sicurezza e la stabilità in Europa. Rimane necessario ricercare le prospettive che aprano la via a una pace giusta e duratura in conformità al diritto internazionale".

Crosetto in ospedale

Alla riunione hanno partecipato: il Presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni; il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, Antonio Tajani; il Ministro dell'interno, Matteo Piantedosi; il Ministro dell'economia e delle finanze, Giancarlo Giorgetti; il Ministro delle imprese e del made in Italy, Adolfo Urso; il Capo di Stato maggiore della difesa, Amm. Giuseppe Cavo Dragone. Il Ministro della difesa, Guido Crosetto, ha dovuto lasciare il Consiglio in anticipo per essere trasportato in ospedale a seguito - secondo quanto riferisce l'Adnkronos - di un senso di malessere che aveva destato apprensione.

"Hamas rilasci gli ostaggi"

Il Consiglio ha inoltre rinnovato la propria condanna alla "aggressione del movimento terroristico Hamas a Israele, che ha innescato pericolose spirali di violenza, rischiando di compromettere ogni tentativo di dialogo tra i Paesi della regione". In relazione al conflitto in atto nel Medio Oriente, il Consiglio ha anche definito indispensabile "l'immediato rilascio di tutti gli ostaggi ancora detenuti da Hamas, la cessazione delle ostilità da ambo le parti e la ricerca di percorsi di dialogo e di convivenza lungo l’unica strada ragionevole: la soluzione dei due popoli, due Stati".

All'attenzione del Consiglio, poi, anche la situazione nel Mar Rosso per la quale è stata valutata come "imprescindibile" la protezione delle navi in transito, messe a rischio dagli attacchi dei ribelli Houthi. "L’Italia, che ha ottenuto il comando tattico della operazione Aspides, è attiva per la salvaguardia della sicurezza e dell’economia europea nonché per il rispetto ovunque della libertà di navigazione", ha attestato il Consiglio.

L'allarme antisemitismo

In riferimento alla crisi mediorientale è stato inoltre denunciato il riemergere dell'antisemitismo, "fenomeno che, oggi come ieri, si nutre di una visione distorta della storia e che deve incontrare la più netta condanna, senza ambiguità, senza interpretazioni di comodo". Una preoccupazione altrettanto forte - recita il dispaccio del Colle - "va espressa per l'allarmante ritorno della violenza politica in Europa, testimoniato da diversi gravissimi recenti episodi, come avvenuto in Slovacchia con l’attentato al premier".

Il Consiglio ha quindi passato in rassegna le situazioni di tensione nei Balcani Occidentali e nelle altre aree di crisi, particolarmente quelle del Mediterraneo allargato e del Sahel, reputando necessario affrontare le cause della instabilità in Africa, tenendo conto delle legittime esigenze locali e garantendo un approccio globale, come prevede il Piano Mattei. Questi temi in particolare saranno al centro del prossimo G7.

La sicurezza delle infrastrutture

Il Consiglio ha affrontato infine il tema della governance e architettura di sicurezza delle infrastrutture critiche nazionali. "Emerge la necessità di contrastare, in modo sistemico, ogni tipologia di minaccia, anche ibrida, che si riferisce, più in generale, alla tutela della sicurezza nazionale. È necessario disporre di un sistema di infrastrutture critiche resiliente, capace di garantire la fornitura dei servizi essenziali", si legge ancora.

La riunione presieduta da Mattarella ha anche valutato che "le implicazioni transfrontaliere e l’interdipendenza sviluppata tra Paesi europei, che sono divenute molto importanti in settori essenziali critici quali i trasporti, l’energia, le infrastrutture digitali, rendono necessaria una più ampia collaborazione tra i Paesi, come previsto dalle nuove direttive dell’Unione Europea in materia".

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