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Ragazza "si buca" sulla metro. E davanti a lei c'è una bambina

La giovane tossicomane irrompe nei giorni luccicanti delle Olimpiadi

Ragazza "si buca" sulla metro. E davanti a lei c'è una bambina
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Metropolitana in corsa, domenica mattina, ore 11. Una ragazza è seduta per terra sul vagone della linea 2. Estrae un cucchiaino, una fialetta con liquido scuro e una siringa. Libera l'avambraccio dai vestiti e si inietta la dose. Sono gesti automatici perchè il bisogno di drogarsi è irresistibile. A certi impulsi il cervello non comanda, sono quelli che portano a compiere le peggiori cose e dei quali, se si è fortunati, ci si rende conto, solo a posteriori. La ragazza non ha pensato di appartarsi, ha mostrato il suo gesto - un tutt'uno con lei - in pieno giorno, su un vagone affollato, davanti agli sguardi imbarazzati dei passeggeri. Fra questi una bambina di 10 anni (che immaginiamo sprovvista del cellulare e perciò attenta a quel che succede) ha osservato le mosse della dipendenza, il cucchiaino, la siringa, l'ago. Probabile che abbia pure incrociato lo sguardo della giovane, a differenza di altre persone che hanno fatto finta di niente.

La giovane tossicomane irrompe nei giorni luccicanti delle Olimpiadi. Ci riporta indietro agli anni bui dell'eroina consumata per strada, ai ragazzi trovati senza vita ai giardinetti, alle scene raccontate nel libro "Noi ragazzi dello zoo di Berlino". Un'avvisaglia, fra le tante, pronta a dirci quanta umanità stia perdendo la nostra città.

L'ex vicesindaco Riccardo De Corato, colpito anche lui dalla storia della ragazza "vista drogarsi anche su altre linee del metro", ha chiesto che vengano installati apparecchi elettronici sui mezzi, "come i metal detector e le telecamere con l'intelligenza artificiale".

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