Raid in Libia, via libera del Colle Bossi: "Le guerre non si fanno"

Napolitano sulla decisione dell'Italia di prendere parte ai raid aerei sulla Libia: "L’ulteriore nostro impegno costituisce il naturale sviluppo della scelta compiuta dall’Italia a metà marzo". Berlusconi: "Colpiremo solo obiettivi militari" (Video). Malumori della Lega. Il premier rassicura: "Ho parlato con Bossi". Calderoli: "Voteremo contro". E il Senatùr ribadisce il no: "Gheddafi ci riempirà di clandestini". E Idv e Democratici pensano di chiedere un voto in parlamento per evidenziare i contrasti nella maggioranza

Raid in Libia, via libera del Colle 
Bossi: "Le guerre non si fanno"

Roma - Dopo una lunga telefonata col presidente degli Stati Uniti ieri sera Berlusconi ha annunciato che anche l'Italia interverrà sulla Libia con alcuni bombardamenti aerei mirati. Il ministro della Difesa La Russa ha poi chiarito che non saranno azioni indiscriminate. Malumori in seno alla maggioranza da parte della Lega. Il ministro Calderoli ha preannunciato che la Lega non voterà a favore dell'intervento. Sulla delicata questione oggiprende la parola il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. "L’ulteriore impegno dell’Italia in Libia, annunciato ieri sera dal presidente del Consiglio Berlusconi, costituisce il naturale sviluppo della scelta compiuta dall’Italia a metà marzo".

Napolitano d'accordo "Non potevamo restare indifferenti - ha detto il Capo dello Stato - alla sanguinaria reazione del colonnello Gheddafi in Libia: di qui l'adesione dell'Italia al giudizio e alle indicazioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite e quindi al piano di interventi della coalizione postasi sotto la guida della Nato". "Naturalmente - ha aggiunto Napolitano - sappiamo bene come ai problemi di fondo che si pongono nei Paesi dell'area africana e medio orientale lo strumento militare non può dare l'insieme delle risposte necessarie. Si richiede da parte delle organizzazioni internazionali, dei Paesi più avanzati e in modo particolare dell'Europa uno sforzo consapevole, concreto e conseguente per concorrere alla crescita economica e al riscatto sociale cui aspirano i popoli dell'intera regione mediterranea". "Occorre in questo senso - ha aggiuntoil presidente della Repubblica - davvero una svolta, mancando la quale non potrebbero consolidarsi le prospettive di evoluzione nella libertà e verso forme di governo democratico nei Paesi investiti dai recenti sollevamenti popolari, e finirebbero inoltre per subire gravi contraccolpi Paesi dell'Unione Europea come l'Italia".

Berlusconi precisa "Abbiamo sentito di non poterci sottrarre" a un intervento maggiore dell’Italia in Libia con raid mirati anche perché "c’era bisogno" di questo nostro intervento, ha detto il premier Silvio Berlusconi nella conferenza stampa seguita al vertice italo-francese a Villa Madama. Quelli che metterà in campo l’Italia "non saranno bombardamenti su centri civili, ma interventi con razzi di estrema precisione su singoli obiettivi militari".

E rassicura la Lega "Abbiamo accettato di intervenire su obiettivi militari mirati escludendo vittime civili: una soluzione che abbiamo dovuto assumere, rispettando moltissimo la posizione degli alleati della Lega: ho sentito ieri Bossi, Maroni e Calderoli e siamo d’accordo che ci sentiremo anche oggi" prosegue il premier. Berlusconi ammette che la posizione italiana "era di forte difficoltà" per il passato coloniale italiano e per il trattato di amicizia con la Libia. Ma "la situazione in Libia, con una guerra civile che ha fatto più di 10mila morti, ha reso necessaria una nostra iniziativa all’interno delle risoluzioni Onu".

Ma Calderoli non ci sta "La Lega Nord è contraria alla guerra, e soprattutto a quelle che coinvolgono dei poveretti, che poi inevitabilmente si riverseranno nel nostro Paese" dice il ministro per la semplificazione Roberto Calderoli. "Avevamo chiesto di aiutarli a casa loro -aggiunge - , ma gli aiuti a una popolazione oppressa non si danno con bombe o missili, a torto, definiti intelligenti, che non distinguono tra buoni e cattivi. La Lega Nord non condivide la nuova evoluzione della nostra partecipazione alla missione libica, che porterà a nuovi rilevanti oneri e, conseguentemente, a un aumento delle tasse o delle accise sulla benzina, rincari che andranno a colpire i tanti cittadini che non condividono questa guerra. La gente ha altri problemi: i Paesi che vogliono le guerre se le facciano da soli. Questa è la posizione che porteremo con Umberto Bossi al prossimo Consiglio dei ministri" conclude.

Il Cav: "Tutto a posto", ma Bossi ribadisce il no "Con Bossi è tutto a posto". Così il presidente del Consiglio nel corso di una passeggiata in centro ha risposto ai giornalisti a proposito delle divergenze con la Lega sulla decisione di effettuare i bombardamenti in Libia. Eppure in serata il Senatùr ha confermato la posizione già espressa dal ministro Roberto Calderoli: "Le guerre non si fanno e comunque non si annunciano così. Berlusconi dirà pure che Gheddafi ci riempie di clandestini, ma io dico che non sono d’accordo sui bombardamenti". E il ministro per le Riforme e leader della Lega conclude: "Gli americani se vogliano bombardare facciano loro. E dobbiamo pensare, oltretutto, che se andiamo a bombardare poi ci toccherebbe pure ricostruire...".

La Russa scongiura la crisi "Non capisco l’enfasi sulla posizione della Lega, perchè, lo ricordo, la Lega ha votato esattamente come gli altri questa adesione italiana". Ignazio La Russa, intervistato dal Tg3, esclude che i dissensi del Carroccio possano comportare scossoni per il governo. "Le questioni di politica internazionale - sottolinea il ministro della Difesa - non dovrebbero essere tirate per la giacchetta per fini interni. Le spaccature nelle maggioranze avvengono nei voti, esattamente come quelle che avvenivano nel governo Prodi, dove una parte considerevole della sua maggioranza votava contro la politica estera di Prodi. Da noi non è mai capitato e, faccio una facile previsione, non capiterà, con tanto di scorno degli amici dell’opposizione che sono d’accordo con la nostra posizione ma che vorrebbero una lite nel governo".

Il Pd prova a inserirsi Il Pd, dopo le parole di Bossi sulla missione italiana in Libia potrebbe cambiare strategia valutando l’opportunità, si ragiona in ambienti del partito vicini alla segreteria, di un documento su cui chiedere il voto in parlamento. La strategia è tesa ad arrivare a un voto di verifica della tenuta del centrodestra. "In questo nuovo quadro non possono bastare semplici comunicazioni dei ministri" annuncia Dario Franceschini spiegando che "domani mattina ne parleremo all’assemblea del gruppo e con le altre forze di opposizione". Il presidente dei deputati Pd rileva dunque che "dopo le ultime parole di Bossi sulla Libia, che certificano che in politica estera non c’è una maggioranza, mi pare davvero difficile immaginare che il parlamento non si esprima con chiarezza".

Mantovano: riserve anche dal Pdl "Non solo la Lega ha delle perplessità sull’intera storia per come è nata e si è sviluppata. Anche all’interno del Pdl ci sono delle riserve". Lo afferma, a Radio 24, il sottosegretario agli interno Alfredo Mantovano, commentando la decisione assunta dal governo di autorizzare i bombardamenti in Libia. "A me piace più l’Italia che manda gli aiuti umanitari a Bengasi piuttosto che l’Italia che bombarda. La mia - sottolinea - è una posizione personale, in un momento di confusione non vuole essere un elemento di ulteriore polemica".

I bombardamenti a Tripoli Intanto Stati Uniti e Gran Bretagna concordano: l’ufficio del colonnello libico, Muammar Gheddafi, bombardato ieri a Tripoli dalle forze della Nato, costituisce un "obiettivo legittimo". È l’opinione espressa oggi dai ministri americano e britannico della Difesa, Robert Gates e Liam Fox. Secondo Fox, ci sono stati dei "progressi" in Libia negli ultimi giorni, soprattutto a Misurata; per il ministro britannico, il regime è ormai "sulla difensiva"

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