Regioni, c’è consulente e consulente...

Non si faccia di tutte le erbe un fascio: ci sono consulenti e «consulenti», nei ministeri così come alla Regione Lazio. Nell’edizione del 3 giugno, Il Giornale ha pubblicato un vivace articolo di Giuseppe Taccini intitolato «Polverini taglia. Ma sui consulenti», che mi riguarda direttamente, come ipotetico consulente last minute della Giunta Marrazzo (accusa già mossa in un precedente aspro articolo dell’11 aprile). Questo il paragrafo rilevante: «A godere del “privilegio” di conservare l’incarico (…) Angelo Teodosi Zaccone, consulente, dietro compenso di 50mila euro, per il progetto di consolidamento e sviluppo dell’audiovisivo nel Lazio. Quest’ultimo caso rientra, peraltro, tra le nomine last-minute dell’amministrazione di centrosinistra, visto che la data di inizio della consulenza risale all'11 gennaio 2010 mentre la data di fine incarico è stata fissata esattamente dopo un anno, il 10 gennaio 2011».
Taccini segnala che io ho passato il vaglio del presidente Renata Polverini, e ne sono lieto. Sono però un cultore della massima trasparenza nella gestione della res publica, anche per lontane comuni battaglie contro la mala gestione dei danari pubblici allo spettacolo, condotte dal direttore Vittorio Feltri e dal vostro Gian Marco Chiocci, nella prima campagna contro l’immarscescibile Fus (era il 1996). Conduco da decenni una battaglia contro le caste, tra l’altro sulle colonne della rubrica Osservatorio IsICult (l’istituto di ricerca indipendente che presiedo dal 1992) del mensile del gruppo Il Sole-24 Ore Millecanali. Ci sono consulenti tecnici e consulenti politici: i primi sono scelti per pubblico concorso, i secondi sono cooptati discrezionalmente dagli assessori. Io rientro nel primo caso. Ho partecipato a una selezione pubblica: una «procedura comparativa», pubblicata sul Burl il 6 giugno 2009, che riapriva i termini di un precedente bando del 14 febbraio. Ho trasmesso il mio curriculum. Il 10 agosto 2009, i competenti dirigenti della Regione hanno deliberato la mia idoneità. Quindi il processo di gestazione contrattuale del mio incarico risale al febbraio-agosto 2009: un periodo non sospetto rispetto alle vicende «elettoralistiche» della giunta. Che non si sia trattato, poi, di un incarico protetto, è confermato dal tempo rivelatosi necessario per la formalizzazione del contratto, avvenuta l’11 gennaio 2010: quattro mesi, tempi ordinari della burocrazia, altro che last minute! Gli impegni della Regione Lazio nel settore audiovisivo sono noti, a partire dal Roma Fiction Fest: la neopresidente Polverini li vaglierà criticamente, ma non butterà il bambino, assieme all’acqua sporca. Io stesso, che faccio vanto di essere un consulente bipartisan, ho sostenuto che è necessario razionalizzare i policentrici interventi della Regione nel settore cultura. Credo fermamente nella lezione di Einaudi: «Conoscere per deliberare». Esistono ancora spazi di possibile tecnocrazia e meritocrazia, in Italia. Ed è bene costruire alleanze no partisan per la trasparenza e l’efficienza della res publica.
* Presidente IsICult, Istituto italiano per l’industria culturale

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