(...) 1.128 di questi militari asburgici morirono durante la prigionia: febbre spagnola, patologie da campo, denutrizione furono le cause principali dei decessi. I loro resti - c'erano austriaci, ungheresi, boemi e anche italiani del Trentino e del Friuli - sono sepolti in un ossario all'interno del sacrario di guerra di Staglieno. Una cappella con trentatre anonimi colombari che dal 1931, anno di costruzione, non è mai stata restaurata. A rimediare ci ha pensato adesso la Sovrintendenza ai beni culturali di Genova, in collaborazione con l'Associazione nazionale alpini: con grande senso di rispetto per la morte e per la storia, i grigi cassettoni sono stati coperti con lastre di marmo su cui sono incisi i nomi di tutti i prigionieri morti. La lunga trascrizione è stata effettuata dall'Ana di Genova, sulla base di un elenco fornito dal ministero della Difesa. La Sovrintendenza ha invece progettato e coordinato i lavori di ricopertura del tetto e ripulitura dell'interno, per un totale di 25mila euro.
L'iniziativa, che sarà presentata sabato con una cerimonia ufficiale a cui sono stati invitati i consoli di Austria e Ungheria, ha anche coinvolto l'università cittadina: una laureanda in Storia Moderna, Valentina Cirabisi, sta per concludere gli studi con una tesi riguardante proprio la vicenda dei prigionieri austroungarici a Genova, arricchendo così di una nuova pagina la storia della città.Restaurato il sacrario dei soldati austroungarici
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