Molestato per mesi da un pedofilo, costretto a incontri «spinti» fino a quando la mamma non trova un sms sul cellulare, fa confessare il figlio e chiama la polizia. Gli agenti dopo una breve indagine hanno individuato un maniaco della provincia di Cuneo che al momento dellarresto ha tentato la fuga sui tetti.
La vicenda inizia lo scorso dicembre quando Carlo Mauro, 32 anni, con precedenti per resistenza a pubblico ufficiale, droga e estorsione e già condannato per detenzione di materiale pedopornografico, inizia a chattare via Facebook con un tredicenne, spacciandosi per ragazza. Ladolescente, ci casca e accetta di inviargli il numero di cellulare poi alcune foto nudo. Con le quali il piemontese inizia a ricattare il ragazzino chiedendogli un appuntamento: «Se non vieni, spedisco le foto ai tuoi amici e ai tuoi genitori». La vittima cerca di resistere, poi cede e i due si incontrano per quattro volte alla fermata Romolo della linea verde. E in queste circostanze ladulto avrebbe costretto il piccolo ad approcci sessuali, anche se non proprio a rapporti completi. Chiedendo ogni volta nuovi appuntamenti.
Ladolescente turbato e spaventato, a un certo punto manda un messaggio alluomo chiedendogli di smettere di ricattarlo. Ed è proprio sms intercettato dai genitori, entrambi professionisti, a far scattare le indagini. La mamma riesce a far parlare il figlio, si fa raccontare tutto, comprese le indicazioni per rintracciare il pedofilo. Quindi si presenta al commissariato Scalo Romana.
In breve luomo viene individuato e laltro giorno gli investigatori sono andati a prenderlo a casa, in provincia di Cuneo. Luomo ha tentato la fuga salendo sul tetto ma è stato bloccato.
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