IL RICORDO/ Con noi rischiò il certo per l'incerto. E vinse

IL RICORDO/ Con noi
rischiò il certo
per l'incerto. E vinse

Anche nella morte Mike è stato sorprendente. Come tutti i grandi artisti era inaspettato, ti sorprendeva sempre. Ma questa volta siamo tutti disorientati, colpiti e addolorati. Era un amico, un amico di tutti noi che facciamo televisione e credo di tutti gli italiani. Ho dei ricordi molto belli di Mike, uno su tutti: eravamo in un ristorante, parlo di 30 anni fa, e Berlusconi cercava di convincerlo a venire nella tv commerciale di allora, prima ancora di Canale 5. E Berlusconi ci riuscì: Mike accettò.

Quello fu il segnale per tutti che la televisione commerciale era una cosa seria e che anche gli artisti più titolati potevano andare a lavorarci. È stata la svolta. Una svolta resa possibile dal coraggio di Mike. Allora non era come oggi: la Rai era tutto e noi non eravamo niente. Eravamo solo un'idea nella testa di Berlusconi. E Mike ha scelto di rinunciare al certo per l'incerto. Ma ha anche dimostrato di avere fiuto, di saper rischiare in prima persona, di saper investire su se stesso ma anche sugli altri. Insomma, ha saputo capire il futuro. Oggi è facile dirlo, ma allora... Per questo è un uomo che certamente resterà nella storia non solo della televisione ma anche di questo Paese.

Infine una nota personale. Mike sapeva di musica. Tanti si divertivano a dire che Mike sapeva poco, che l'oggetto delle sue domande non gli fosse tanto noto. Io lo ricordo invece come un vero intenditore di musica classica, aun livello molto approfondito. Ricordo a casa sua una collezione di dischi ricchissima, da appassionato come pochi. E pensando a casa sua, abbraccio la famiglia, la moglie Daniela e i figli Michele, Niccolò e Leonardo. Mike amava molto i suoi figli e siccome sono davvero molto bravi, in diversi settori professionali, credo che sapranno portare questo nome con onore.