Non abbreviate mai 2020 in documenti e contratti: c'è il rischio di truffe

La denuncia, partita dal dipartimento di polizia americano, sta facendo il giro del mondo e sta aprendo gli occhi sul concreto rischio truffa se abbreviamo l'anno sui documenti ufficiali

Lo sapevate che abbrevviare l'anno in corso da 2020 a '20, come si fa spesso e volentieri sui documenti ufficiali, ci espone al rischio di truffa? Non è una notizia fake nè tantomeno una boutade perchè l'avviso arriva direttamente dal dipartimento di polizia americano che, attraverso i suoi canali ufficiali, ha provato a mettere in guardia i cittadini suggerendo di non sottovalutare la cosa.

Il messaggio su Whatsapp

In Italia, la notizia riguardante questo pericolo e riportata da quifinanza.it, si sta diffondendo con un messaggio di testo che sta correndo veloce sulle chat di Whatsapp tra lo scetticismo generale. "Un suggerimento pratico per quest’anno: quando scrivete una data nei documenti, durante quest’anno, abbiate cura di scrivere l’anno 2020 per intero: 31/01/2020, e non 31/01/20 soltanto, poiché è possibile modificare la data in 2000 o 2019 o qualsiasi altro a convenienza. Questo problema si verifica solo quest’anno. Abbiate cura di fare attenzione alla cosa! Non scrivete o accettate documenti con solo ‘20. Diffondete!”.

La differenza con gli anni scorsi

La domanda, però, sorge spontanea: ma perchè questo problema dovrebbe verificarsi soltanto con l'anno in corso e non valeva anche per tutti gli altri? Cosa cambia tra l'abbreviazione in '20 rispetto ai precedenti come '17, '18, '19? Gli esperti fanno riflettere sul fatto che sarebbe molto più credibile, per una truffa, aggiungere all'anno in corso un numero alla fine (quindi '20 farlo diventare 2021, o 2022) per arrivare a date di un futuro recente rispetto agli altri quando, ad esempio, se il truffatore avesse aggiunto un numero all'abbreviazione '19 (ovviamente il 2019), al massimo ne sarebbe uscita fuori una data come il 1999, molto lontana nel tempo e, giudicata, per questo motivo, poco falsificabile e poco credibile.

La motivazione degli esperti

Come consigliano gli esperti, in tutti documenti fiscali e non, come assegni, mutui, certificati di compravendita etc., per quest'anno è bene non abbreviare mai la data 2020 per evitare truffe e manomissioni. Lasciare in sospeso '20 può lasciare la possibilità ai malintenzionati di aggiungere qualsiasi numero a proprio piacimento protraendo il periodo di validità o scadenza del documento.

I tecnici del settore contabile spiegano che esistono molti modi per manipolare i numeri nei moduli ufficiali: se, ad esempio, si trova un assegno compilato più di sei mesi fa con data di scadenza per l'1/4/20, si può semplicemente aggiungere 21, al 20, ed il gioco è fatto: l’assegno non è più vecchio ed avrebbe come nuova scadenza l'Aprile del 2021. Oppure, il caso di chi firma un accordo per un credito, un contratto tra un debitore e un prestatore, che sia datato 1/4/20. Se non vengono pagati uno o due mesi delle rate pattuite, il creditore che deve riscuotere il debito dovuto in teoria può aggiungere nel contratto 19 alla fine di quella data e sostenere che il cliente deve corrispondere ancora oltre un anno di rate.

Meglio scrivere 2020

Alcuni potrebbero ritenere eccessivo ed esagerato questo tipo di allarme ma, onde evitare problemi, è meglio ascoltare i consigli degli esperti. A livello legale, nonché tributario e prescrittivo, è più facile avere problemi con un documento che riporta una data recente o futura rispetto ad uno più datato. Alcuni diritti potrebbe essere ancora fatti valere e determinate scadenze non rispettate.

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Commenti

ulio1974

Mar, 07/01/2020 - 14:57

scoperta, non dico dell'acqua calda, ma dell'acqua fredda.