Claudio Pompei
Non è facile, in questi tempi di relativismo culturale, scommettere su opere librarie che abbiano lo scopo di avvicinare al Sacro anche gli agnostici e di suscitare la curiosità dei lettori sul valore simbolico o allegorico delle immagini che illustrano le Sacre scritture. Ma limpresa è riuscita benissimo alla Viviani Editore che laltra sera, al Circolo Canottieri Aniene, ha presentato il volume Vangeli Dipinti. Presentatore deccezione dellopera è stato il Cardinale Giovanni Battista Re, il quale ha messo in evidenza, del volume che ha «tenuto a battesimo», non solo il contenuto culturale, ma anche e soprattutto le opportunità di stimolo allapprofondimento spirituale e religioso. Al Cardinale Re si sono affiancati il professor Claudio Strinati, Sovrintendente per il Polo museale di Roma, Costanza Barbieri, docente di Storia dellArte presso lAccademia di Belle Arti a Napoli e Marco Lattanzi, storico dellArte del Quirinale. Coordinatore degli interventi Mauro Mazza, direttore del Tg2, che è anche un esperto di antiquariato. Dopo i saluti delleditore Lia Viviani - che ha voluto sottolineare come il volume della casa editrice realizzi un modello innovativo nel campo della divulgazione della storia dellarte - ha preso la parola la storica dellarte e curatrice del volume, Costanza Barbieri, che ha spiegato limpostazione del libro mettendone in luce i vari aspetti. Perché esistono quattro tipi di Annunciazione alla Vergine? Perché nel Battesimo di Cristo sono spesso presenti tre Angeli? Che significato hanno le piante e i fiori in primo piano nelle scene della Deposizione di Cristo? Il libro fornisce le risposte a queste domande, colmando alcune importanti lacune relative alla comprensione delle immagini e, attraverso il confronto fra il testo evangelico e le opere darte ad esso correlate, offre al lettore una corrispondenza proprio sul piano dei contenuti, sui significati dellopera darte a partire dalliconografia. DallAnnunciazione alla Nascita, dalle scene incentrate sulle parabole e sui miracoli alla Crocifissione e allAscensione, Vangeli Dipinti mostra, attraverso il confronto con i testi sacri, la profondità di contenuti e la piena adesione delle immagini ai significati religiosi. «Per uno spettatore moderno - ha spiegato Strinati - osservando un dipinto non è facile recepire gli originari significati simbolici e allegorici che i grandi maestri imprimevano nella tela quando raffiguravano una scena sacra, in quanto essi non si limitavano a presentare un soggetto evangelico rivestito di belle forme, ma visualizzavano in modo ispirato una verità di fede, fonte di meditazione e modello esemplare».
La riscoperta del Sacro nei «Vangeli dipinti»
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