Con un Roberto così, sono tutti Cassinelli loro

La presentazione del piano di intervento del Pdl sulla cultura, insieme a Michele Scandroglio, di ieri, è solo la ciliegina sulla torta. Anzi, la ciliegiona, visto che si tratta di un tema che, un tempo, bastava nominare per vedere gli esponenti del Pdl portare la mano alla fondina.
Ma la metamorfosi di Roberto Cassinelli è completa. Da semplice esponente dell’area liberale (scuola ottima, prestigiosa e ancor oggi nobile), a leader del partito. Da peone primissimo nella classifica delle presenze in aula, a politico a tutto tondo. E, nel caso di Roberto, adeguatamente dotato di fisico, la definizione va intesa anche in senso letterale.
Cassinelli - dopo essere cresciuto sulle capienti ginocchia di Alfredo Biondi, su cui sono cresciuti, fra gli altri, anche personaggi del calibro di Gregorio Fontana, di Lorenzo Zito e di Francesco Belsito - ad esempio, è uno dei politici del Pdl dotati di popolarità e di educazione, caratteristiche necessarie e sufficienti per percorrere via Venti, ma anche le zone periferiche, nel triplo o nel quadruplo del tempo preventivato, visto che si fermano in moltissimi a salutarlo, a confrontarsi con lui e a chiedergli interventi sugli argomenti più vari dello scibile umano. Interventi che, peraltro, lui prova per davvero. Basta confrontare il numero di interrogazioni e di proposte di legge che presenta, per rendersi conto che quello che promette, poi lo fa. Insomma, potrebbe essere anche un ottimo candidato sindaco.
Roberto, poi, è un talent scout. Ricordo ancora quando, un giorno, alla vigilia delle scorse elezioni, l’allora ministro Claudio Scajola piombò in redazione insieme a lui per raccontarmi con entusiasmo che aveva trovato il candidato sindaco per Genova. Cassinelli era stato incaricato dello (...)

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