Roma capitale, critiche bipartisan al decreto

Andrea Alzetta, alias Tarzan, rappresentante dei centri sociali, che applaude Francesco Storace quando chiede un referendum per Roma Capitale. La maggioranza che grida “Bravo!” a Francesco Smedile del Pd che rivendica la dignità dei consiglieri. Un consiglio comunale particolarmente agitato, quello di ieri, che ha messo per una volta d’accordo tutti, seppure con sfumature diverse, contro gli effetti del decreto legislativo per Roma Capitale.
La giornata è cominciata con l’annuncio delle dimissioni Commissione consiliare speciale riforme istituzionali per Roma Capitale da parte di Smedile: «Rispetto allo spirito con cui si era partiti per rinnovare la capitale del Paese - ha detto - adesso si è gettato tutto alle ortiche. Di fatto viene esautorato il ruolo del consiglio comunale e non vengono considerati i presidenti dei municipi che sono eletti direttamente dai cittadini». In aula il sindaco Gianni Alemanno ha invitato Smedile a tornare sui suoi passi, aprendo al seduta nella quale si è parlato del decreto: «Il decreto legislativo del governo su Roma Capitale ha bisogno del parere del Comune, della Regione, della Provincia e della conferenza Stato-Regioni. Il confronto comincia ora e dimettersi è sbagliato dal punto di vista istituzionale. Da parte mia, mi impegno affinchè il confronto sia il più ampio possibile. Ci sarà una seduta straordinaria per approvare la mozione con proposta di modifica».
Un discorso conciso quello del sindaco e non applaudito nemmeno dalla sua maggioranza che però non ha lesinato plateali battute di mani e approvazioni ad alta voce all’“avversario” Smedile quando ha detto: «Questi non hanno idea - riferendosi al governo - di cosa significhi fare il consigliere comunale o municipale a Roma. Rivendichiamo la nostra dignità». Applausi subito ripagati in una sorta di “scambio di cortesie” da parte del Pd e dell’opposizione al leader de La Destra Storace: «Non è che questi non sanno cosa significhi fare il consigliere comunale o municipale a Roma, questi non conoscono Roma». E poi lancia l’idea di fare un referendum tra i romani sul decreto, apprezzatissima dal leader di Action Alzetta che lo applaude a scena aperta, ma ammonisce anche a «non buttare il bambino con l’acqua sporca». Anche il capogruppo del Pd Umberto Marroni è andato giù duro: «Non me lo faccio dire da Tremonti come dovrà essere l’assemblea capitolina. In merito al decreto legislativo poi, giudichiamo inaccettabile sia il metodo che il merito. Infatti da un lato il sindaco Alemanno chiede all’opposizione collaborazione e responsabilità e dall’altro su un provvedimento condiviso come Roma Capitale il maggior partito di opposizione, e di fatto quasi la totalità presente in Consiglio comunale, viene a sapere a mezzo stampa dell’approvazione del primo decreto. Per questo motivo abbiamo richiesto una comunicazione urgente in Consiglio da parte della giunta sul decreto di Roma Capitale e sull’iter approvativo».

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