Roma città aperta. Soprattutto ai rom

La comunità rom nella capitale è pressochè raddoppiata negli ultimi dieci anni. Dal 2001 a oggi, altre cinquemila unità, soprattutto clandestini dell’Est europeo, hanno preso d’assalto campi attrezzati e insediamenti abusivi intorno alla città. Dai diecimila censiti nel 2001, si è passati a quota quindicimila. Di questi, la maggior parte, circa il 60 per cento è costituita da bambini, il 70 per cento ha meno di 14 anni. A renderlo noto è l’Opera Nomadi che ieri ha fornito i nuovi dati. Che vanno, finalmente, a integrare il vecchio censimento del Campidoglio e che la dicono lunga su una situazione che si preannuncia sempre più esplosiva. «L’assessorato alle Politiche sociali - spiega l’Opera - sta ristrutturando diversi campi, cercando di aumentare la capacità d’accoglienza. Ma c’è ancora molto da fare. Migliaia di persone vivono in condizioni difficili, inaccettabili se si pensa che spesso sono i più piccini a crescere nel degrado e nell’emarginazione». Non basta. L’Opera ha fornito anche le cifre relative alla reale frequenza da parte dei bambini rom dei programmi di scolarizzazione del Campidoglio, finanziati nel triennio per quasi sei milioni di euro. Quasi la metà degli iscritti risulterebbe «fantasma». L’opposizione ha già chiesto una verifica sullo stanziamento dei fondi. ALESSIA MARANI A PAGINA 38

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