"A Roma? Facciano il Gran premio del Vaticano"

Formigoni prende contatti con la Fia: "Monza non si tocca, il contratto verrà rinnovato almeno fino al 2016". Botta e risposta Ecclestone-La Russa sulla competizione: "L’anno prossimo ci potremmo vedere all’Eur..."

Giù le mani dall’autodromo. «Il Gran Premio d’Italia resterà a Monza fino al 2016, non ci sono dubbi». Rassicurazione del governatore Roberto Formigoni, che ha tirato su il morale ai tifosi, già delusi ieri per la Ferrari di Kimi Raikkonen arrivata solo al terzo posto e con Giancarlo Fisichella che ha chiuso l’esordio sulla Rossa di Maranello al nono. Ma ci saranno occasioni per rifarsi, e non bisognerà festeggiare all’ombra del Colosseo. Il presidente della Regione affossa le speranze della capitale: il piano per portare il Gp in zona Eur nel 2011 è destinato a restare ancora sulla carta. Nonostante lo scambio di battute nel paddock dell’autodromo, poche ore prima dello start, tra il patron della Formula Uno Bernie Ecclestone e il ministro della Difesa Ignazio La Russa. «Quest’anno ci vediamo a Monza, il prossimo a Roma...» ha scherzato Ecclestone. Pronta la risposta (in inglese) del ministro: «Una F1 senza Monza è come il cielo senza sole». E il manager inglese, mimando il gesto di sfogliare le banconote, ha ribattuto che «ci vuole il sole, ma anche i soldi». Scena sotto gli occhi di Formigoni, che sorride e garantisce: «Il Gran Premio d’Italia resterà a Monza almeno fino al 2016, i tifosi possono stare tranquilli. Da tempo ho preso contatto con la Fia e il contratto che scade nel 2011 verrà rinnovato per almeno altri 5 anni». Rassicurazioni ricevute anche ieri durante l’incontro pre-gara con lo stesso boss della F1, Ecclestone.
Roma sogna un circuito sulle rive del Tevere? «Se la Santa Sede sarà d’accordo, gli organizzatori potranno proporre di disputare il Gran Premio della Città del Vaticano», manda a dire Formigoni. In linea di principio, premette, «non ho nulla in contrario che nella capitale si organizzi un Gp che non sia in alternativa a quello di Monza, che in ogni caso non si tocca. Prima dovranno trovare i soldi». Poi, «regolamenti alla mano, siccome una seconda gara italiana non verrà concessa, se Roma vuole una gara su un percorso cittadino dovrà farsi sponsorizzare da qualche altro Stato. Ha la fortuna di aver vicino la Città del Vaticano, potrebbe chiedere il permesso di disputarla sotto la sua bandiera, come fece per diversi anni Imola con San Marino». Ma è categorico, «l’autodromo non farà la fine di Malpensa. Scegliendo l’hub romano Alitalia non ha dato il giusto peso ai valori di mercato, e ora si sarà accorta dell’errore. Malpensa registra una crescita continua e in qualche anno tornerà ad essere hub».
Schierato con i tifosi brianzoli anche il presidente di Assoedilizia, Achille Colombo Clerici: «Il ruolo di Roma capitale non è fagocitare il meglio che le altre città italiane sono riuscite a creare, in virtù del maggior peso socio-politico e delle disponibilità finanziarie pubbliche provviste da una legge speciale. Casomai, dovrebbe aiutare e favorire la crescita delle altre città». Ma Clerici è preoccupato che «Monza, diventata Provincia a sé, perda quell’identità internazionale che le veniva dall’essere agganciata a Milano».