Roma no limits: la corsa più pazza del mondo sulle sponde del Tevere

Si svolgerà il 4 ottobre la quinta edizione della gara a ostacoli per misurare la propria capacità di resistenza lungo un percorso difficile e accidentato

Una gara non adatta a tutti. Un sfida per confrontarsi con i proprio limiti e provare a sbaragliarli. La «Roma no limits» è la corsa più pazza del mondo, perché esce dall'ordinario, non è una maratona e non è nemmeno una prova di velocità. È qualcosa di più: un continuo ostacolo per persone coraggiose e motivate. Quest'anno torna nella capitale con una veste rinnovata. Non si svolgerà più nei boschi che fanno da cornice al lago di Anguillara, come nelle cinque precedenti edizioni, ma il 4 ottobre lo sfondo sarà quello delle sponde del Tevere, diventando la «1ø Roma no limits urban».
Sarà una modo per misurare i propri limiti, la propria capacità di resistenza lungo un percorso accidentato e difficile, l'argine destro del Tevere da Ponte Milvio all'Isola Tiberina. Ma ci saranno anche frequenti parentesi all'esterno, a partire dalla pista ciclabile fino ai depositi materiali, ai cantieri e alle oasi fino a Castel Sant'Angelo, dove si utilizzeranno zip line, battagliole e corde per arrampicarsi, strisciare e saltare.
Sembra quasi un percorso per soldati esperti. All'Isola Tiberina, infatti, due ponti tibetani permetteranno il guado del Tevere, ma ci arriverà solo chi avrà già superato ostacoli di pneumatici, balle di fieno e ragnatele di corde.
«Anche con questa gara conosciuta in tutta Europa - ha spiegato il delegato del sindaco allo sport Alessandro Cochi - continua il discorso di Roma capitale dello sport e del running. Anche se non adatta a tutti, questa competizione invoglia a fare una sfida con se stessi».
Nell'evento saranno inserite anche le celebrazioni del 60ø anniversario dell'adesione dell'Italia al Consiglio internazionale dello Sport militare (Cism), con il «Cism day run» prova riservata agli atleti militari.

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