Bravetta, estorce 100mila euro a un portinaio: arrestato

Il criminale ha chiesto negli anni prestiti sempre più onerosi. Se il portinaio si rifiutava di pagare, veniva minacciato. Portati via circa 100mila euro

Una storia di soprusi e sopraffazione psicologica. Qualcosa che ricorda il film Dogman di Matteo Garrone. Questa è la trama che ha per protagonista un portinaio vessato dalle continue richieste di un altro uomo, senza scrupoli, pronto ad approfittarsi della buona fede altrui.

I carabinieri del nucleo operativo della compagnia Roma Trastevere, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Gip del tribunale di Roma, hanno arrestato un 45enne romano, incensurato, a conclusione di un’attività di indagine. Il criminale in questione ha iniziato a chiedere prestiti alla vittima che si sono fatti nel tempo sempre più ingenti.

Se il portinaio non pagava, veniva minacciato di morte. Estorti in totale ben 100mila euro. Le indagini hanno consentito di accertare che il portiere di uno stabile del quartiere Bravetta era rimasto vittima di azioni estorsive da parte di un soggetto che, conosciuto occasionalmente nel 2017, aveva dapprima iniziato a chiedergli prestiti personali accampando varie scuse e, in seguito, di fronte ai dinieghi, lo aveva costretto a corrispondergli periodicamente ingenti somme, per un importo complessivo di circa 100mila euro, prospettando, in caso di rifiuto, ripercussioni sulla persona.

Le indagini hanno fatto chiaramente emergere lo stato di ansia e soggezione del portinaio che, preoccupato delle possibili conseguenze dei mancati pagamenti, continuava a corrispondere notevoli importi ben oltre la propria disponibilità economica, accendendo prestiti con varie società finanziarie pur di esaudire le richieste di denaro. Al fine di coartare la volontà della vittima, l’estorsore, oltre ad aggressioni fisiche e minacce anche mediante l’uso di armi è arrivato addirittura a impersonare - nel corso di alcune conversazioni telefoniche - personaggi frutto di fantasia (in particolare, un avvocato e un cancelliere del tribunale) che, fungendo da intermediari, servivano a dare credito e rafforzare agli occhi della persona offesa le richieste di denaro.

La perquisizione dei carabinieri del nucleo operativo della compagnia Roma Trastevere, effettuata presso l’abitazione dell’indagato, ha consentito di rinvenire tre pistole scacciacani, un timbro falsificato di un noto istituto di credito e le ricevute di tutti i pagamenti corrisposti, i quali testimoniano l’esatta dinamica dei fatti ricostruiti nell’ambito delle indagini. L’arrestato è stato condotto presso la propria abitazione in regime di arresti domiciliari, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Un’altra storia di violenza arriva invece da Ostia. “Stava bruciando una panchina insieme ai suoi amici”. È questa la versione che un uomo di 58 anni ha dato alla polizia, dopo essere stato fermato in piazzale Lorenzo Gasparri. Gli agenti, dopo averlo ascoltato, lo hanno denunciato per lesioni e porto abusivo di arma da taglio, perché trovato in possesso anche di un coltello. Secondo una ricostruzione, nel pomeriggio del 14 gennaio il 58enne avrebbe visto alcuni ragazzi nel parco Willy Ferrero.

L’uomo, ritenendo che i giovani stessero dando fuoco ad una panchina, si è scagliato contro di loro con un bastone colpendone uno di 15 anni. Il giovane è stato portato all’ospedale Grassi dalla madre dove è stato medicato. Ne avrà per sette giorni. La lite, tuttavia, secondo i primi riscontri sarebbe nata da un equivoco perché quella panchina, secondo chi abita in zona, era già annerita da tempo.