Campi rom terra di nessuno, la denuncia: "Assenza di igiene e mascherine"

L'ex delegato del sindaco per i rapporti con la comunità rom lancia l'allarme: "Nei campi la situazione igienico-sanitaria è grave, mancano disinfettanti e mascherine"

Campi rom terra di nessuno, la denuncia: "Assenza di igiene e mascherine"

Mentre si moltiplicano i contagi, 823 nel Lazio, 72 in più a Roma soltanto nella giornata di ieri, ci sono delle zone franche di cui non sappiamo quasi nulla. Sono i campi rom della Capitale. Sei le baraccopoli autorizzate, dove vivono migliaia di persone in mezzo a fango e sporcizia. Decine gli insediamenti tollerati e altrettanti quelli abusivi che costellano la Capitale. Qui la situazione dal punto di vista igienico-sanitario è "molto grave", denuncia Najo Adzovic, presidente dell’associazione Nuova Vita ed ex delegato di Roma Capitale nei rapporti con la comunità rom all’epoca dell’amministrazione Alemanno.

"Con l’epidemia di Covid-19, la situazione nei campi è stata dimenticata, anche se lì vivono migliaia di bambini, donne, anziani, malati e poveri", è il messaggio dell’ex mediatore che fa sapere come dalle istituzioni "nessuno si sia presentato a spiegare a questo mondo invisibile, ma che fa parte della nostra società e democrazia, come proteggersi dal coronavirus". "Non ci hanno consegnato né mascherine, né disinfettanti – accusa Adzovic – anche se siamo costretti a stare nei campi dove ci sono famiglie allargate e in contato diretto con centinaia di altri residenti".

L’appello alle autorità, quindi, è che qualcuno "si faccia carico di aiutare la popolazione nomade attraverso la prevenzione, consegnando mascherine e beni di prima necessità, come cibo acqua, e attivando un coordinamento tra Croce Rossa Italiana e le Asl di competenza, con l’aiuto delle associazioni competenti e i responsabili della stessa comunità". Sulla questione nei giorni scorsi è intervenuta la senatrice del Movimento 5 Stelle, Tiziana Drago, che ha chiesto alle autorità di concedere l’allaccio alla rete idrica in tutti gli insediamenti, anche quelli abusivi, in deroga alla legge che vieta i collegamenti alla rete per le costruzioni realizzate senza titolo abitativo.

“La mancata possibilità di garantire l'igiene di base ed indispensabile possa rappresentare un ulteriore emergenza nell'emergenza”, ha spiegato la senatrice. Al momento nelle baraccopoli capitoline non ci sarebbe nessun caso di positività al virus. Eppure il rischio esiste, considerata anche la vulnerabilità della popolazione residente. Basti pensare che solo qualche settimana fa, nel campo nomadi di via Candoni, alla Magliana, sono stati scoperti quattro casi di tubercolosi asintomatica. "Per ora sappiamo di quattro rom contagiati - spiega Adzovic al Giornale.it - non sono residenti nei campi, ma in appartamenti privati, e sono tutti ricoverati allo Spallanzani".

"Sicuramente il fatto che molte di queste persone vivono in condizioni estreme e di assoluta fragilità, analogamente ai senza fissa dimora, ci preoccupa", dice a ilGiornale.it, Paolo Ciani, vice presidente della Commissione Sanità della Regione Lazio, impegnata in queste ore a gestire l'emergenza Covid-19. "Gli insediamenti istituzionali e quelli tollerati - ricorda Ciani - sono di competenza del Comune". Tuttavia, spiega il capogruppo di Demos alla Pisana, la questione è stata affrontata nei giorni scorsi anche in una cabina di regia tra l'assessore alle politiche sociali, Alessandra Troncarelli, e i rappresentanti del terzo settore. In particolare sarebbero stati i delegati di Caritas e Sant'Egidio a sollevare la questione dei rom.

"Spesso si tratta di famiglie molto numerose che vivono in spazi angusti, e quindi bisognerà monitorare attentamente le varie situazioni per evitare che qualcuno di loro possa infettarsi", conclude. Misure in questo senso potrebbero arrivare, quindi, nei prossimi giorni.

Commenti