Coronavirus, a Frosinone sassi contro studenti cinesi

In Piemonte una ragazza cinese costretta a scendere dal bus perché sospetta di essere stata infettata dal virus. In Ciociaria sassaiola contro studenti cinesi, ma è un fake

Coronavirus, a Frosinone sassi contro studenti cinesi

Il Coronavirus fa paura. Ma a volte la paura conduce in uno spazio indefinito che può sfociare in odio. Dalla fifa al razzismo, insomma, è un attimo. Ed è ancora più grave se fatti del genere accadono in Italia. Episodi contro la comunità cinese si sono verificati da Torino a Frosinone. Non è quindi un tratto culturale, legato a una particolare regione, a essere sbagliato. È la paura. E non ci stancheremo mai di ripeterlo. L’odio colpisce in innumerevoli modi. E uno di questi è rappresentato dalla presunta sassaiola che si è verificata oggi contro gli studenti di nazionalità cinese dell’Accademia di Belle Arti di Frosinone. Poi smentita puntualmente dal sindaco della città Nicola Ottaviani.

Siamo nel Lazio, in Ciociaria per l’esattezza. Il fatto viene riferito in un primo momento dal presidente del Consiglio regionale, Mauro Buschini, ed è emerso da una conferenza stampa della direttrice dell’Istituto, Loredana Rea, e del presidente della Consulta degli studenti, Luca Spatola. All’origine, il caso di una studentessa cinese malata risultata poi negativa al test eseguito allo Spallanzani. Ospedale in cui sono al momento ricoverati 20 pazienti in osservazione. Il caso della studentessa, aveva portato alla chiusura cautelativa dell’Accademia. La giovane poi era stata trasferita a Roma dove è stato accertato che non aveva contratto il Coronavirus.

La smentita da parte del primo cittadino di Frosinone è netta. “La notizia circolata e pubblicata in queste ore, relativa ad una fantomatica sassaiola di cui sarebbero stati vittime alcuni studenti cinesi dell’Accademia di Belle Arti oltre ad essere assolutamente falsa, risulta il frutto della bassezza di livello a cui alcuni insegnanti, fortunatamente un'esigua minoranza, giungono oggi, nella ricerca di pubblicità gratuita, anziché dedicarsi alla didattica e agli insegnamenti etici”. Una fake news insomma, circolata sugli organi di stampa e sul web.

Ma il falso caso di Frosinone non sarebbe l’unico episodio di razzismo contro i poveri cinesi che vivono sul suolo italico. C’è poi l’episodio di una giovane cinese che da Cuneo stava viaggiando a bordo di un autobus verso Torino ed è stata spinta a scendere a terra. La ragazza, che non avrebbe una buona padronanza dell’italiano, non ha sporto denuncia ma lo ha riferito alla comunità cinese di Torino.

Il fatto, avvenuto nei giorni scorsi, è emerso oggi durante il pranzo della sindaca, Chiara Appendino, in un ristorante cinese di Torino. “Mi è stato evidenziato il caso di una ragazza che è stata fatta sentire persona non gradita e spinta a scendere da un autobus - afferma la sindaca Appendino. Ma a Torino non abbiamo avuto altri episodi di razzismo e di questo voglio ringraziare i torinesi”.