Fumogeni e lancio di bottigliette: il corteo dei tassisti

Le forze dell'ordine sono riuscite a impedire ai manifestanti di raggiungere palazzo Chigi. Le auto bianche scioperano contro il contestato articolo 10 del ddl Concorrenza

Fumogeni e lancio di bottigliette: il corteo dei tassisti

Fumogeni, lancio di bottigliette e slogan contro il governo, intenzionato a non stralciare il contestatissimo articolo 10 del ddl Concorrenza: così la protesta dei tassisti italiani a Roma, che ha avuto un forte seguito anche in altre città come Milano, Firenze, Napoli, Palermo, Bologna e Genova, si è spinta fin sotto Palazzo Chigi, richiedendo l'intervento delle forze dell'ordine.

Partito da piazza della Repubblica, il corteo ha sfilato per le vie della Capitale: in testa uno striscione recante la scritta"Tassisti italiani lavoratori del servizio pubblico", un modo per mettere l'accento sul fulcro del problema che ha spinto i partecipanti a manifestare. Sempre in prima fila, apposto su un camion, un secondo striscione con l'immagine di un vecchio taxi giallo, rivolgendosi al quale i tassisti hanno intonato lo slogan "per te pronti a combattere contro i draghi".

Giunti da tutto lo Stivale con lo scopo di difendere le loro licenze, i manifestanti sono arrivati fino a Santa Maria di Loreto, ma da lì alcuni di essi hanno tentato di andare oltre e forzare il blocco degli agenti per dirigersi verso palazzo Chigi. Ci sono stati momenti di tensione tra i tassisti e le forze dell'ordine, col lancio di bottigliette d'acqua e l'utilizzo di fumogeni poi scagliati verso piazza Colonna. I poliziotti hanno tentato in ogni modo di contenere l'avanzata dei manifestanti e impedire loro il raggiungimento della sede del governo e sono infine riusciti a respingerli fino a ricondurli dietro i cancelli di Galleria Alberto Sordi. Qui sono proseguiti i cori contro Uber e contro l'esecutivo, prima che la situazione tornasse alla normalità.

Le ragioni

"Le due giornate di fermo sono confermate e inevitabili, in quanto, al momento, il futuro di migliaia di famiglie è fortemente a rischio", ha dichiarato ieri Fit Cisl annunciando i giorni di protesta. Obiettivo è lo stralcio dell'art.10 del ddl Concorrenza, vale a dire quello "che delega al Governo una Legge per riformare il settore del Tpl non di linea, senza alcuna garanzia di tutela degli operatori e della qualità ed efficienza del servizio rivolto agli utenti"."La riscrittura del testo dell'articolo 10, che dovrebbe intercettare parte delle norme attese da tre anni per la regolamentazione del settore, necessita della massima collaborazione tra tutte le parti interessate e anche noi, come sindacato coinvolto nella discussione, non ci sottrarremo", ha proseguito Fit Cisl.

Già nella giornata di ieri, tuttavia, il viceministro delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili Teresa Bellanova aveva chiuso la porta alla cancellazione del tanto contestato passo del ddl Concorrenza. "Il governo non è intenzionato a fare lo stralcio dell'articolo 10, ma è disponibile a portare avanti il confronto per chiarire meglio e puntualizzare", ha dichiarato a Radio 1 Bellanova, nella speranza di riuscire a far rinviare gli scioperi e le manifestazioni in previsione oggi e domani.

"Nonostante gli incontri con il Governo in questi giorni non paiono esserci stati elementi nuovi e significativi che potessero scongiurare la mobilitazione", aveva puntualizzato invece il vice presidente di Taxiblu 02.4040 Emilio Boccalini. "Noi chiediamo lo stralcio dell'articolo 10 del Ddl concorrenza, senza se e senza ma. C'è in gioco il futuro del servizio pubblico non di linea, Taxi, almeno per come le persone lo conoscono oggi. Un servizio che in mano a multinazionali", ha aggiunto Boccalini, "rischia di diventare oltre che più caro anche qualitativamente inferiore".

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