Debito di Roma, operazione Mef da 1,4 miliardi

Lo Stato ha reso effettivo il prestito obbligazionario denominato con valore nominale di circa un miliardo e mezzo di euro

Debito di Roma, operazione Mef da 1,4 miliardi

Si chiama "RomeCity 5,345 per cento con scadenza 27 gennaio 2048" il presito obbligazionario che il Mef (ministero dell'Economia e delle finanze) ha resto effettivo sgravando le casse dell'amministrazione di Roma capitale di 1,4 miliardi di debito.

Il titolo ha valore nominale ed era originariamente emesso dal comune di Roma nel 2008 per finanziare le proprie attività. Successivamente il debito derivante era già stato contabilizzato nell'ambito delle passività delle amministrazioni centrali in quanto, a partire dal 2010, i pagamenti relative a queste passività erano in capo alla gestione commissariale di Roma capitale. Di conseguenza, ha precisato il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri a riguardo, questo prestito obbligazionario non rappresenterà un maggiore stock di debito sulle casse dello Stato provenienti da "altre" pubbliche amministrazioni.

Come precisato dal Mef in una nota riportata dal quotidiano Italia Oggi, "l’accollo "si sostanzia nel fatto che gli oneri derivanti dagli interessi sul capitale del suddetto prestito obbligazionario, a partire dalla cedola in scadenza il 27 gennaio 2021, sono assunti direttamente a carico del bilancio dello Stato, come previsto dal decreto legge n. 34 del 30 aprile 2019, convertito in legge con la legge di conversione n. 58 del 28 giugno 2019. L'accollo è stato approvato, con una maggioranza dell'87,01% del valore nominale del prestito obbligazionario, da parte dell'assemblea degli obbligazionisti convocata da Roma Capitale in data 19 dicembre 2019 e tenutasi in data 16 gennaio 2020".

Attualmente il debito del comune di Roma, accumulato in 50 anni, sarebbe di circa 12 miliardi di euro e per questo motivo dieci anni fa era stata creata la gestione commissariale del debito storico del Comune, che raccoglieva i passivi maturati fino al 2008. In previsione di una possibile crisi di liquidità a partire dal 2022 governo e Campidoglio avevano stabilito che le casse statali si sarebbero fatte carico del pagamento degli interessi di un Bond aperto da Palazzo Senatorio con scadenza nel 2048, mentre all’amministrazione capitolina sarebbe spettata la liquidazione dei debiti commerciali, permettendo di ottenere risparmi per 2,5 miliardi nel periodo compreso fino alla scadenza del 2048, ovvero circa 90 milioni di euro l'anno, con cui diminuire l'addizionale Irpef della città.