Degrado senza fine: quella fermata dei bus infestata dai topi

Cassonetti traboccanti e animali che razzolano tra l'immondizia, nella Capitale ritorna lo spettro dell'emergenza rifiuti. Così in zona Talenti una fermata dell'autobus è diventata off-limits per colpa dei topi

Degrado senza fine: quella fermata dei bus infestata dai topi

Il ritorno alla vita di tutti i giorni, in una città come Roma, significa anche questo: cassonetti traboccanti e immondizia sparsa lungo i marciapiedi. Un invito a nozze per ratti, gabbiani e cinghiali.

È il caso di Monte Mario, dove si moltiplicano gli avvistamenti di intere famigliole di ungulati intenti a razzolare nella spazzatura. Le segnalazioni sono quotidiane. “Ormai bisogna stare molto attenti a fare due passi a largo Giovanni Vidari e mi chiedo – si sfoga Antonella su uno dei gruppi dedicati al quartiere – se i cinghiali vanno a mangiare dai sacchetti lasciati per terra perché non si provvede a pulire più spesso?”. “Ho un cane – le fa eco Rossella – ed ho paura a portarlo fuori o anche solo a parcheggiare la sera perché te li ritrovi davanti in branco: mi sono rivolta alla forestale, ai vigili, al Comune, fanno tutti lo scaricabarile”.

In zona Talenti, invece, a farla da padrone sono i roditori. Tanto che in via Ugo Ojetti c’è una fermata dell’autobus che è ormai off-limits. È vicina ad alcuni cassonetti che, secondo gli abitanti della zona, non vengono mai svuotati. Così chi attende l’autobus è costretto a fare i conti con odori nauseabondi e continue incursioni di roditori. “Ne passano cinque o sei alla volta”, racconta una residente sulla settantina turandosi il naso. “Mia figlia – denuncia – ha fatto ripetute segnalazioni ma nessuno è mai intervenuto”. La rabbia è tanta. “Dopo mesi di confinamento ci aspettavamo di ritrovare la città migliorata e invece è rimasto tutto uguale”, sentenzia indignato un pensionato.

Lasciandosi alle spalle la periferia la situazione non migliora. A due passi dalla Basilica di San Pietro, ad esempio, la raccolta dei rifiuti procede a singhiozzo. È Luca Aubert, coordinatore di Forza Italia in I Municipio, a lanciare l’allarme. “Con la fine del lockdown – denuncia – le vie del centro storico stanno tornando un immondezzaio ”. “Ogni giorno leggo decine di segnalazioni dai quattro angoli del territorio, le ultime riguardano viale Carso e via Ezio”, racconta mostrandoci gli scatti che gli sono stati inviati.

E anche qui la fauna imperversa. “Proprio oggi mi sono imbattuto in una scena raccapricciante in via Ottaviano: un gabbiano stava divorando un topo in mezzo alla strada”, testimonia il coordinatore azzurro invocando interventi immediati di sanificazione e derattizzazione.

Il problema è sempre lo stesso. “Soffriamo una carenza cronica di personale, in questi anni l’azienda non ha saputo rimpiazzare oltre 400 dipendenti andati in pensione e nessuno è stato in grado di approntare un piano assunzionale”, ci spiega Alessandro Bonfigli, sindacalista della Uiltrasporti Lazio. “E poi – prosegue – c’è la questione degli impianti, dopo l’incendio del Tmb Salario è rimasto attivo solo quello di Rocca Cencia che è costretto a lavorare a ritmi forsennati ormai da più di due anni”. “È un impianto che non può sopportare carichi di lavoro simili e – chiarisce – rischia di saltare da un momento all’altro, facendo ripiombare Roma nell’emergenza”.

Una situazione di stallo da cui il Campidoglio non riesce ad uscire e che, stando alle voci di corridoio, potrebbe aprire la strada alla speculazione privata. Per ora si tratta solo di indiscrezioni, che sono comunque bastate a sollevare una certa preoccupazione. L’ipotesi è quella di privatizzare la filiera più ricca, quella dello smaltimento, lasciando ad Ama il servizio di raccolta.

Beneficiaria dell’operazione potrebbe essere una holding di imprese guidate da Acea. Rumors che, ci spiega Bonfigli, sarebbero avvalorati “dalla recente acquisizione da parte di Acea di un’azienda marchigiana, la Simam, che si occupa proprio di realizzare impianti per lo smaltimento finale dei rifiuti e la valorizzazione delle materie prime seconde”. “Sulla prospettiva di una parziale privatizzazione di Ama per salvarla dal fallimento – annota Bonfigli – la Raggi non ha confermato ma neppure smentito”.

“La gestione dei rifiuti ha le sue regole di mercato e di business ma quando di mezzo ci sono servizi essenziali da garantire ai cittadini è bene procedere con le dovute cautele ma soprattutto con trasparenza”, mette in guardia il consigliere capitolino della Lega, Davide Bordoni, che su questo punto ha presentato un’interrogazione alla sindaca. “Vogliamo tutelare un’azienda strategica per la nostra città che in questi anni – denuncia – ha sofferto l’incapacità della gestione Raggi”.

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