"In pochi secondi mi hanno aggredita così": il racconto del medico vittima dei No pass

Il medico è stato aggredito a bordo di un vagone della metro sul quale viaggiavano anche dei manifestanti. Sono sette i ricercati a Roma e provincia

"In pochi secondi mi hanno aggredita così": il racconto del medico vittima dei No pass

Venerdì scorso, a Roma, una dottoressa è stata aggredita e picchiata da alcuni No pass mentre si trovava a bordo di un vagone della metro. L’aggressione è avvenuta verso le 19 del 22 ottobre. “Mi sono presentata come medico per dare informazioni corrette, stavano parlando del Covid ripetendo concetti fuori da ogni logica, non ho avuto il tempo di fare nulla. In una manciata di secondi sono stata aggredita. Nessuno mi ha difesa, ora ho paura” ha raccontato il medico. Gli aggressori stavano viaggiando sul suo stesso vagone.

La dottoressa aggredita da un gruppo di No pass

Tutto ha avuto inizio quando altri passeggeri hanno chiesto al gruppo di indossare le mascherine. Al loro rifiuto ha preso corpo una violenta discussione che ha coinvolto diversi pendolari. Come riportato da Il Messaggero, le persone contrarie alle mascherine hanno ribattuto: “Questa è una dittatura sanitaria, il virus non esiste. Siete servi dello stato”. A quel punto la dottoressa, 37 anni, non è riuscita a lasciar correre ed è intervenuta nel violento dibattito, ma una componente del gruppeto le si è subito rivolta contro. Anche una volta scesi dal convoglio la lite è proseguita sulla banchina della stazione San Paolo, facendosi sempre più violenta. Una delle componenti del gruppo ha infatti sferrato una testata alla dottoressa facendola cadere al suolo. Quando è arrivato un altro treno il gruppetto è salito facendo perdere le proprie tracce.

Intanto è già partita la caccia ai sette aggressori, sulle loro tracce si sono messi gli agenti aiutati dalle immagini, consegnate ieri al dirigente Roberto Cioppa, riprese dalle telecamere di sorveglianza presenti sia nelle stazioni che sul treno della linea B, dalla stazione San Paolo alla Laurentina. Le indagini sono state affidate ai poliziotti del distretto Cristoforo Colombo. Secondo una prima ricostruzione il gruppo aveva preso parte poco prima alla manifestazione No vax al Circo Massimo, con indosso gilet gialli e bandiere italiane.

Al vaglio le immagini delle telecamere e un video

Gli agenti hanno precisato che “molto dipenderà dalla qualità delle immagini”. Hanno però aggiunto: “Abbiamo più di un indizio per risalire alla loro identità. Le ricerche si allungano anche fuori dalla città. Molti partecipanti ai cortei di sabato non erano di Roma quindi non è escluso che il gruppo sia arrivato da un'altra regione. Non escludiamo nulla”. In mano alle forze dell’ordine anche un video girato da una dei pendolari con il suo telefono, presente alla lite, che ha dichiarato: “Ho avuto paura ecco perché non sono intervenuta”. I periti sono già al lavoro per analizzare i fotogrammi che hanno in mano.

Quella tragica sera è stata la stessa dottoressa, vittima dell’aggressione, a chiamare il 112 per essere aiutata. Gli agenti hanno quindi mandato immediatamente un’ambulanza sul posto e, una volta arrivata, il personale sanitario del 118 ha disposto il trasporto della donna al Cto della Garbatella in codice arancione. La dottoressa è stata quindi medicata e dimessa con una prognosi di 20 giorni e la conferma di una contusione al setto nasale. Nei prossimi giorni la vittima, che per il momento non ha ancora sporto denuncia, verrà ascoltata presso il commissariato Colombo di via Giovanni Maria Percoto. Il medico ha più volte ribadito:“Durante la discussione nessuno è intervenuto, nessuno mi ha difesa”. In una nota, l'Assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D'Amato, ha espresso la sua solidarietà alla professionista:“Una vile aggressione nei confronti di una professionista colpevole di aver espresso la propria opinione. Spero che le autorità facciano presto piena luce sugli aggressori”.Segui già la pagina di Roma de ilGiornale.it?

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