Emergenza rifiuti, 10 giorni a Natale e in periferia nulla è cambiato

Nel centro cittadino la situazione è migliorata, ma sono ancora le periferie a soffrire per l’accumulo di immondizia

Emergenza rifiuti, 10 giorni a Natale e in periferia nulla è cambiato

Mancano solo undici giorni a Natale e l’emergenza rifiuti in periferia non è cambiata. L’ora X, ovvero il 25 dicembre, giorno entro il quale il sindaco neoeletto di Roma, Roberto Gualtieri, aveva promesso ai cittadini che avrebbe ripulito la città dall’immondizia si avvicina inesorabile. E infatti già dalla scorsa settimana il termine ultimo era stato prontamente e furbamente posticipato, prima alla Befana e poco dopo al 9 gennaio. Il problema non è tanto che Roma venga pulita prima o dopo le feste, il punto è che se la città non viene liberata dai rifiuti prima della Vigilia di Natale, rischia di essere sommersa. Perché va bene che magari alcuni romani particolarmente virtuosi decideranno di seguire l’appello dell’assessore all’Ambiente Sabrina Alfonsi di non incartare i loro regali natalizi, ma il cenone sicuramente ci sarà, e con lui confezioni di pandoro, panettoni, bottiglie di vino e spumante, e molte altre.

Per i dem esiste solo il centro

I cassonetti sono zeppi di sacchetti dell’immondizia, molti dei quali hanno già invaso strade e marciapiedi. E non siamo ancora a Natale, da sempre considerato il periodo peggiore per la raccolta rifiuti nella Capitale. Il sacrificio dei netturbini di rinunciare alle proprie vacanze natalizie, o addirittura di non ammalarsi tra fine novembre e 9 gennaio (dietro bonus di 360 euro), potrebbe purtroppo risultare vano. Anche se, bisogna dirlo, alcuni residenti stanno notando una continua raccolta della pattumiera. Ma non in tutta Roma, solo nel centro cittadino. Zone come Prati, Monteverde, Ostiense, Marconi avevano ieri dei cassonetti quasi vuoti. Magari non lucidati e profumati, ma comunque non strabordanti. Come riportato da Repubblica ieri si vedeva in giro solo qualche rifiuto ingombrante, come un divano a fiori e un materasso viola in viale Marconi, o quattro pneumatici in via Avezzana a Prati. Qualche problema ancora per le foglie secche.

È però spostandosi in periferia che l’emergenza rifiuti torna a farsi sentire. In via dell'Impruneta alla Magliana per esempio i secchioni sono zeppi e i sacchetti sono abbandonati sull’asfalto. Situazione pressoché uguale a Centocelle, in via della stazione di Ottavia, in via Boccea e in via Moricca, traversa di via Baldo degli Ubaldi, dove i rifiuti ricoprono il marciapiede rendendo impossibile il passaggio a disabili in carrozzina e a pargoli nel passeggino. In via Casalotti poi, manco si riescono più a vedere i secchioni, tanto che sono sovrastati dai sacchi. Lo stesso a Romanina, a Tor Vergata e a Morena, in particolare via Casale Santarelli. Problemi anche in via di Torre Spaccata e viale di Torre Maura.

L'assessore si dice soddisfatto

Chi risiede a Ponte di Nona asserisce che “la situazione è difficile e tendente al peggioramento”. Se la situazione continua così non sarà certo un bel Natale per chi abita in periferia. Ma forse per i radical chic pulire la città vuol dire pensare solo alle vie del centro. L’assessore Alfonsi ha ammesso: “Il 75% del lavoro straordinario è stato fatto, ma ora dobbiamo concentrarci sulle zone più periferiche e popolose della città, dove ancora si registrano accumuli”. Ha comunque detto di essere “soddisfatta, dopo le difficoltà registrate in fase di avvio”. Contenta lei.

Il tempo stringe, bisogna darsi una mossa. Intanto nel I municipio parte in via sperimentale un nuovo sistema di raccolta delle utenze non domestiche. Da oggi, lunedì 13 dicembre, fino al 9 gennaio rimarranno aperti con orario prolungato undici centri di raccolta Ama dove poter buttare anche i rifiuti ingombranti e particolari, come per esempio farmaci, vernici, materiali elettrici. Ma ecco scendere in campo i sindacati con la minaccia di uno sciopero che in questo momento affosserebbe del tutto Roma. “Ama ha urgente bisogno di nuovo personale da assumere. Non basta l'incentivo, servono manodopera e organizzazione del lavoro, municipio per municipio. Se non ci saranno risposte alle nostre formali richieste, ci riuniremo in assemblea” ha fatto sapere Alessandro Bonfigli della Uil Trasporti.

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