Gelo nelle case popolari, gli inquilini accendono falò in strada

Gli inquilini delle case popolari di Pietralata hanno acceso un falò in via Sante Bergellini per protestare contro la mancata accensione dei riscaldamenti

Non si arrendono a passare un Natale al gelo gli inquilini delle case popolari via Sante Bargellini, a Pietralata. Sono 180 le famiglie che dal 15 novembre attendono l’accezione dei riscaldamenti. E a nulla sono valsi reclami e segnalazioni. Non è servito neppure scrivere una lettera allo staff della sindaca. Nessuno ha risposto. Il solo riscontro lo hanno avuto mercoledì, quando hanno protestato in via Tiburtina al grido di “Basta promesse, vogliamo un Natale caldo”. Allora era arrivato l’assessore all’Urbanistica, Patrimonio, Mobilità del IV Municipio, Andrea Mariotti, ad assicurare che si sarebbe trovata una soluzione. Ma chi ha creduto fosse questione di poche ore si sbagliava.

Nessuna novità in queste ore. La vecchia caldaia che serve le sei palazzine del comprensorio è ancora fuori uso. Così rabbia e delusione hanno preso ancora il sopravvento. E nel tardo pomeriggio una trentina di assegnatari è tornata a protestare. È stata una mobilitazione dai toni più forti della precedente. I residenti, infatti, hanno bloccato via Bargellini con i cassonetti e dato alle fiamme una pila di cartoni. Sul posto sono accorsi gli agenti del commissariato Sant’Ippolito per monitorare la situazione. “Chiediamo agli amminstatori che mandino una squadra di tecnici il prima possibile - dice Fabrizio Montanini del Comitato Beltramelli-Meda-Portonaccio - perché qui la gente è esasperata, non ce la fa più”. “Ci sono bambini, disabili e anziani, siamo a dicembre, alla vigilia delle Feste e saranno costretti a passarle al gelo. Vi pare giusto?”. Più tardi si è presentata anche la minisindaca grillina Roberta Della Casa che ha fornito rassicurazioni. Lunedì ripareremo la caldaia: è la promessa.

Ma anche dall’altro lato della via Tiburtina, a Casal Bruciato, i residenti continuano a mobilitarsi. Dopo le grandi proteste delle scorse settimane qualcosa si era mosso. Era cominciato il viavai di mezzi e operai della ditta che ha in appalto la manutenzione degli impianti. In via Cipriano Facchinetti, in via Diego Angeli e in via Sebastiano Satta il problema sembrava a un passo dall’esser risolto. Eppure ieri si è verificata una nuova protesta. Segno che in diversi alloggi la situazione non è ancora tornata alla normalità. Questo fazzoletto di periferia rimane quindi sorvegliato speciale perché, minacciano i residenti, “siamo pronti a tutto per far valere i nostri diritti”.

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