Spelacchio e software per l'anagrafica: ecco dove sono finiti i soldi per le buche

È quanto risulta da un'inchiesta della Guardia di Finanza sul corretto utilizzo dei fondi destinati alla manutenzione dell'asfalto partita dopo un esposto del Codacons

Spelacchio e software per l'anagrafica: ecco dove sono finiti i soldi per le buche

Tutto parte da un esposto del Codacons sull’utilizzo dei fondi incassati dal Campidoglio grazie alle multe, presentato nel 2019. Soldi che, secondo il codice della strada, dovrebbero essere destinati per almeno il 50 per cento alla manutenzione stradale. E che invece, secondo un’inchiesta della Guardia di Finanza, potrebbero essere stati dirottati su altro.

Compresi i turni per gli straordinari, costati circa 20mila euro, degli agenti della polizia locale incaricati di vigilare su Spelacchio, l’abete scelto nel 2017 dall’amministrazione capitolina per adornare piazza Venezia. Arrivato nella Capitale rinsecchito e spelacchiato, si è guadagnato il soprannome che lo ha trasformato in una star mondiale. E, come ogni star che si rispetti, ha avuto anche lui bisogno dei suoi bodyguard. Non solo. Secondo Il Messaggero, che cita le carte dell’inchiesta delle Fiamme Gialle, circa un milione di euro sarebbe stato utilizzato per acquistare dei "software per l'anagrafica".

Prima ancora gli agenti avevano scoperto come i fondi destinati alla manutenzione stradale fossero stati spesi anche per acquistare "accessori per uffici e alloggi", "detersivi", "manutenzione di beni mobili e arredi", servizi di "trasporto o immagazzinaggio di merci e documenti", "musei e mostre", "armi e munizioni" e per pagare le indennità per i vigili, come nel caso di Spelacchio. Insomma, voci di spesa che sembrano avere poco a che fare con la manutenzione del dissestato asfalto capitolino. Del resto i numeri citati dal quotidiano di via del Tritone parlano chiaro: nel 2016 gli introiti arrivati dalle multe sono stati 348 milioni. Di questi ne sono stati spesi soltanto 108, meno della metà. L’anno successivo a fronte di entrate derivanti dalle sanzioni pari a 355 milioni, ne sarebbero stati usati solo 157.

E come abbiamo visto, non tutti sono stati impiegati per il rifacimento delle strade. Il pm Antonia Giammaria sta indagando per abuso d’ufficio. L’inchiesta è a carico di ignoti e cerca di far luce proprio sul corretto utilizzo delle somme destinate alla riparazione delle buche che fanno disperare gli automobilisti. Ma non è finita qui. Sempre secondo Il Messaggero l’indagine potrebbe arricchirsi di un nuovo filone: quello relativo agli interventi di manutenzione approssimativi o addirittura mai realizzati.

A denunciarli è sempre il Codacons nello stesso esposto depositato due anni fa. Si tratta di interventi messi nero su bianco negli atti dei municipi ma mai portati a compimento. Per dimostrarlo, l’associazione dei consumatori aveva allegato alla denuncia anche le foto che immortalavano le condizioni dell’asfalto danneggiato o delle buche non riparate, scattate proprio nel giorno in cui sarebbero dovuti esserci gli interventi o a distanza di settimane dalla data delle presunte riparazioni.

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