Famiglia ostaggio dei ladri rom: il terrore a colpi di cacciavite

Alle tre del pomeriggio i malviventi si sono introdotti in casa e hanno minacciato il proprietario e la moglie

Famiglia ostaggio dei ladri rom: il terrore a colpi di cacciavite

Un pomeriggio di terrore quello trascorso da una famiglia del quartiere Labaro di Roma, assalita in pieno giorno, in casa, da tre ladri rom. Avevano terminato di pranzare da poco e alle tre del pomeriggio padre, madre e figlia si erano ritirati nelle loro camere per il riposino pomeridiano. I malviventi proprio in quel momento hanno deciso di agire, a volto scoperto, arrampicandosi sul piano rialzato ed entrando dalla finestra del terrazzo. I rumori hanno svegliato il padrone di casa, un vigile del fuoco di 45 anni, il quale si è imbattuto nei rapinatori che erano arrivati nel salone. L’uomo non ci ha pensato due volte e si è scagliato contro uno dei tre rom, ma è stato bloccato e minacciato con un cacciavite.

Il complice, intanto, si è preoccupato di fermare la moglie e di farsi consegnare una catenina d’oro e 200 euro. Preso il malloppo i tre sono fuggiti in fretta a bordo di una Fiat Panda blu. A quel punto il vigile del fuoco ha immediatamente chiamato la polizia che, giunta sul posto, ha facilmente intuito, anche grazie al racconto della famiglia derubata, chi fossero gli autori del furto. Non è la prima volta che le abitazioni vengono presi di mira dai rom del campo nomadi di via Gordiani e i poliziotti si sono subito messi alla ricerca dei ladri.

La vettura dei malviventi è stata individuata proprio nei pressi dell’accampamento e fermata dalle forze dell’ordine. A bordo due maggiorenni e un ragazzino, che è riuscito a fuggire. Il minorenne, però, ha perso il telefonino ed è stato facile per i poliziotti rintracciarlo. La refurtiva è stata restituita ai legittimi proprietari. “Non credevamo – ha dichiarato al quotidiano Il Messaggero il vigile del fuoco – che questa via tranquilla e di periferia potesse essere nel mirino dei ladri, soprattutto in pieno giorno. Alla vicina che aveva montato le telecamere esterne avevamo detto che era stata esagerata. Invece...”.

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