La sporcizia dei mezzi Atac ai tempi del Coronavirus

Anche per gli autisti Atac scatta l’allerta virus cinese. Gli si raccomanda di lavare spesso le mani, ma gli autobus che guidano non vengono puliti quasi mai

Atac fa raccomandazioni. Elargisce buoni consigli. Stila una lista e alza i livelli di allerta. Invia ai suoi il vademecum del buon autista al tempo del Coronavirus. “Lavarsi spesso, il più possibile le mani”, confida. E poi garantire superfici pulite e igienizzate, evitando lo stretto contatto con il pubblico. Queste sono le linee guida che la direzione al personale della municipalizzata romana, sentito il ministero della Salute, ha fatto recapitare ad autisti e macchinisti.

Tre semplici punti per tutelarsi, in via precauzionale, dal virus cinese. Peccato però che sotto accusa finisca proprio quell’igiene tanto decantata. Qualcosa che gli stessi lavoratori ritengono decisamente scarsa a bordo dei mezzi. Non è un caso che gli utenti continuano a postare sui social network immagini di sedili luridi. Pedane sporche. Superfici addirittura scambiate per gabinetti. Pensate, giorni fa sul bus 412 c’era un sedile pieno di urina. Sui bus della linea 343 si manifestano condizioni indecenti.

In effetti autobus e tram non sarebbero proprio passati a lustro prima di iniziare una nuova corsa. Anzi. Tutte le sere una spazzata veloce e via. Se c’è tempo si passa anche il panno umido per la polvere, mentre la pulizia a fondo dei tram, avviene solo ogni 15 giorni. Quella dei bus addirittura una volta al mese. Basta alzare gli occhi. Ecco che di fronte al passeggero si osservano filtri dell’aria sporchi. Talmente sporchi che da alcuni spuntano persino aghi di pino. Lo scrive il Messaggero.

La risposta delle rappresentanze dei lavoratori per la sicurezza non si è fatta attendere. E ieri la dose è stata rincarata con nuove richieste di maggiori pulizie e di forniture di saponi e disinfettanti anche con materiale di tipo usa e getta. “In questa condizione tanto delicata - si legge - ci giungono continue segnalazioni da parte del personale di consuete e mancate forniture di materiale ordinario come ad esempio sapone, carta e prodotti di pulizia e igiene. Di totale assenza nella fornitura di gel disinfettante e soprattutto dello stato igienicamente indecoroso delle vetture bus e tram sempre più sporche ogni giorno che passa”.

Secondo quanto stabilisce il contratto di servizio, Atac ogni giorno deve mettere su strada 1600-1700 autobus. A occuparsi della pulizia dell’intera flotta ci pensano ditte che hanno ottenuto l’incarico al massimo ribasso d’asta. Ma le vetture sono sporche. Inutile girarci intorno. Sono pulite a pezzi, secondo disposizioni interne, una volta al giorno, a giorni alterni o settimanalmente. Completamente solo una volta al mese.

In questi tempi di virus cinese, e non solo, andrebbero igienizzate tutte almeno una volta al giorno. Oltretutto al personale di bordo non viene fornito nulla per provvedere all’istante se necessario. Basti pensare che gli autisti stessi non hanno neanche bagni ai capolinea e i pochi chimici esistenti sono in condizioni pietose e senza sufficiente acqua e sapone. Atac, insomma, fa del suo meglio. Cerca di venire in aiuto dei suoi uomini. Peccato che tutto questo darsi da fare sia, per ora, insufficiente.