L'ultimo scivolone dei grillini: l'assessore alle partecipate fa la tesi con l'ad di Atac

Bufera sull'assessore al Bilancio e partecipate di Roma Capitale, Gianni Lemmetti. Il relatore della sua tesi è l'amministratore unico di Atac, società partecipata al cento per cento dal Campidoglio

L'ultimo scivolone dei grillini: l'assessore alle partecipate fa la tesi con l'ad di Atac

L’appuntamento è per questa mattina alla Luiss di Roma. Tra gli specializzandi del corso di perfezionamento in Amministrazione giudiziaria di beni e aziende della School of law dell'università romana ci sarà anche un candidato d’eccezione. È Gianni Lemmetti, l’assessore al Bilancio e alle partecipate di Roma Capitale. Fin qui, niente di strano, anzi. Se non fosse che il relatore del suo elaborato finale è l’amministratore unico di Atac, Giovanni Mottura. Per la giunta grillina, però, non ci sarebbe nessun problema.

L’opposizione in Campidoglio, invece, parla di "conflitto di interessi". "Lemmetti non finisce di stupirci, nonostante i gravi problemi che attanagliano le aziende capitoline è riuscito a trovare anche il tempo per aggiungere alla sua carriera accademica un nuovo master. Ha valutato seriamente l'opportunità politica di avere come relatore della tesi del suo master un manager nominato dalla sindaca su sua proposta?", si chiede il capogruppo Dem in aula Giulio Cesare, Giulio Pelonzi.

A pretendere spiegazioni sulla vicenda è anche il vice presidente dell’Assemblea capitolina e consigliere di FdI, Francesco Figliomeni. "Strano", osserva, che Lemmetti abbia trovato il tempo di partecipare ad un corso "che prevedeva la presenza per giornate intere" e che il relatore della tesi sia l’amministratore unico di una "società partecipata al 100 per cento da Roma Capitale su cui il Lemmetti ha il potere di controllo". "Una vicenda – fa notare - in cui il controllore è giudicato dal controllato poiché ad esaminare il Lemmetti sarà proprio Mottura che poco più di un anno fa è stato selezionato dai grillini come vertice della municipalizzata dei trasporti".

"Altra stranezza su cui vorremmo chiarimenti – prosegue Figliomeni - è che il titolo della tesi dell’Assessore sarebbe identico a quello di un altro partecipante il cui relatore sarebbe lo stesso Mottura". Non solo. "Gli atti approvati in giunta in quei mesi sono legittimi essendo stati votati durante la presenza alle tantissime giornate di corso che prevedeva la partecipazione dalle 9.30 alle 19?", è l’ultimo della serie di dubbi del consigliere. Per questo il capogruppo alla Camera dei Deputati, dello stesso partito, Francesco Lollobrigida, ha annunciato un’interrogazione al governo. "Se fossero confermate queste notizie, gli autoproclamati difensori dell'onestà e della trasparenza del M5S si dimostrerebbero ancora una volta i rappresentanti della peggiore politica", commenta l’esponente del partito di Giorgia Meloni.

Anche la Lega protesta. "Non è un meccanismo che crea esattamente quello schermo di trasparenza che tranquillizza i cittadini soprattutto quando, durante questi 5 anni, i conflitti di interesse e l'inadeguatezza dei grillini hanno immobilizzando Roma che avrebbe bisogno di amministratori competenti e non di un armata Brancaleone livornese", attacca il consigliere leghista Davide Bordoni. Non è la prima volta che Lemmetti finisce nell’occhio del ciclone. Neppure due mesi fa l’uomo voluto dalla Raggi al Bilancio è stato protagonista della "mini-parentopoli" grillina, con la fidanzata assunta come coordinatrice della segreteria politica del collega assessore all’Urbanistica, Luca Montuori, salvo poi fare un passo indietro.

Poi c’è stato il caso relativo ai titoli di studio di uno dei suoi collaboratori, e ancor prima l’indagine della Corte dei Conti sui rimborsi per i viaggi dal comune di residenza in Toscana fino a Roma. La sindaca, però, non commenta. Forse anche perché, dopo l’ennesimo scivolone di Lemmetti, ad infuocare il dibattito c’è anche la nomina di Stefano Brinchi, presidente di Roma Servizi per la Mobilità, come coordinatore della campagna elettorale della Raggi. "È quanto meno inopportuno intraprendere percorsi politici ricoprendo incarichi in una società pubblica del Comune”, protesta ancora Davide Bordoni, che parla di "incompatibilità politica" e chiede che sia convocata la commissione Trasparenza.

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