Ostia, l'odissea di 320 famiglie al gelo e al freddo da 45 giorni

Gli inquilini delle case popolari di via Vasco De Gama, ad Ostia, vivono da 45 giorni senza riscaldamenti: "Solo perchè paghiamo poco ci trattano peggio degli animali"

Ostia, l'odissea di 320 famiglie al gelo e al freddo da 45 giorni

Sfiancanti anni di attesa nelle graduatorie per ottenere un alloggio popolare, e poi ti ritrovi a vivere "peggio degli animali". In condomini che cascano a pezzi, con gli ascensori che funzionano a singhiozzo e persino senza riscaldamenti. É una storia che si ripete a tutte le latitudini della Capitale, come abbiamo documentato in più occasioni.

L'ultimo caso arriva dai palazzoni di edilizia residenziale pubblica (Erp) di via Vasco De Gama, ad Ostia, dove 45 giorni fa si sono spenti i termosifoni. E così per bambini, anziani e invalidi è cominciata un'odissea che si protrae sino ad oggi. Nonostante le denunce, le manifestazioni, gli appelli che di giorno in giorno sono diventati sempre più accorati. "Ci sentiamo abbandonati", racconta la signora Grazia, 70 anni, storica inquilina del complesso residenziale. Ci accoglie nel piccolo appartamento che divide con la nipote avvolta in una vestaglia di pile. "Scusatemi - dice tra un colpo di tosse e uno starnuto - ma non sto bene. Da quando hanno spento i riscaldamenti la casa si è trasformata in un freezer, ed io mi sono ammalata".

L'unica fonte di calore è una stufetta elettrica. "Passo le mie giornate qui davanti", ci spiega indicandola. "Ho sempre pagato l'affitto e gli oneri accessori - assicura - eppure guardate come vivo". Il divano con la stoffa a fiori, le vecchie foto di famiglia e il merletto che orna la tovaglia del soggiorno, conferiscono alla casa un tocco di normalità. "Mi sforzo di tenere tutto in ordine e di rendere l'appartamento accogliente, lo faccio per mia nipote", confessa amareggiata. "Fa freddo e ci sono chiazze di muffa ovunque, persino in camera da letto", aggiunge. "Con la scusa che paghiamo poco - denuncia - veniamo trattati peggio degli animali". Grazia non è l'unica ad essersi ammalata.

Come lei, Maria, che incontriamo all'ingresso del condominio mentre arranca aggrappata a un deambulatore. É reduce da una bruttissima influenza che l'ha costretta a letto per settimane. Indossa una giacca pesante e ha la testa fasciata da uno sciarpone di lana. "Me la sono vista brutta - ci dice - ma adesso mi sto riprendendo". Anche per lei i malanni sono arrivati con il guasto della caldaia. Ed è infuriata. Davanti alle nostre telecamere si lascia andare a uno sfogo liberatorio. "Qui la gente muore di freddo, solo nella mia scala ci sono cinque invalidi compresa me, quindi cercate di aiutarci", è l'appello che ci affida. "Non c'è mai stata una manutenzione delle caldaie, mai, dove vanno a finire i nostri soldi?", si domanda indignata. "Sono settimane che Comune e Municipio si palleggiano le responsabilità - continua - e noi ci sentiamo abbandonati dal mondo". I più fortunati se la cavano con i condizionatori, chi invece non può permetterseli ricorre a stufe elettriche o a gas (che fanno comunque lievitare i costi delle bollette) e borse dell'acqua calda.

Ma questa non è la sola criticità con cui si devono confrontare i residenti di via Vasco De Gama. A dicembre, infatti, a causa di un guasto all'impianto fognario, i liquami hanno inondato il garage sotterraneo, sprigionando un olezzo tremendo. Poco dopo, invece, si sono verificati ben due distacchi di cornicione. Gli operai sono intervenuti allestendo dei ponteggi che, da allora, sono rimasti lì. Testimoni immobili del disastroso stato di incuria in cui versano le case comunali. "Solo per miracolo - racconta il signor Amedeo De Martino, portavoce degli inquilini - non si è fatto male nessuno". "Qui - prosegue - casca tutto a pezzi, e il rischio di nuovi crolli è all'ordine del giorno". "Queste persone - gli fa eco Simone Carabella, coordinatore regionale di Fratelli d'Italia - hanno provato in tutti i modi a ottenere risposte, ma li hanno solo rimbalzati da un ufficio all'altro".

Questa purtroppo non è un'eccezione. Bensì la regola. "La maggior parte degli edifici popolari di Roma - aggiunge Carabella - sono nelle stesse condizioni". Si tratta, insomma, di una vera e propria emergenza, che ha spinto l'amministrazione capitolina a correre ai ripari. E così, lo scorso mercoledì, l'assessore alle infrastrutture, Linda Meleo, ha annunciato due mesi di sospensione delle bollette per i residenti degli immobili Erp "che hanno avuto i problemi più gravi di fermo caldaia". "Nei prossimi mesi - promette l'assessore - sarà bandita una gara sia per la sostituzione delle caldaie sia per interventi mirati sulle infrastrutture".

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