Roma, allerta false raccolte fondi per Spallanzani e San Camillo

La polizia postale sta indagando su due campagne di donazione che, secondo le prime ricostruzioni, sarebbero state non autorizzate e addirittura sconosciute all'ente beneficiario

Due raccolte fondi non autorizzate e soprattutto sconosciute ai beneficiari, due importanti ospedali di Roma. I fondi donati, secondo l'indagine della polizia postale, sarebbero confluiti direttamente su una carta ricaricabile di una persona residente nella Capitale. Gli agenti, coordinati dal pool reati informatici della Procura della Repubblica capitolina stanno indagando in modo tale da poter trovare responsabili ulteriori del reato di truffa aggravata.

La prima raccolta fondi è partita attraverso la piattaforma GoFundMe, la piattaforma americana per la raccolta fondi di Redwood City nata nove anni fa in California e chiaramente all'oscuro della truffa che si stava architettando attraverso il sito. In questo caso la donazione faceva riferimento all'Ospedale Spallanzani, al reparto terapia intensiva. Per rendere credibile il tutto i truffatori avevano anche inserito il logo della Regione Lazio e scritto che la raccolta fondi era partita da un'idea del Presidente della Regione. Lo stesso Spallanzani era all'oscuro di queste donazioni, questo quanto emerso dalle indagini della polizia. Si richiedevano donazioni immediate perché l'ospedale era al collasso e necessitava di fondi che potessero permettere al presidio di tirare avanti in questi giorni infernali. Un'altra raccolta illecita di fondi era invece partita tramite una pagina Facebook denominata "Emergenza Crowfunding San Camillo" in cui si chiedeva di donare per far sì che l'ospedale San Camillo potesse far fronte all'emergenza coronavirus. Chiaramente anche in questo caso lo stesso San Camillo era all'oscuro di tutto e i fondi confluivano direttamente sulla carta di un'altra persona. La notizia, riportata dall'agenzia Adnkronos, è stata inoltre pubblicata come post sulla pagina ufficiale Facebook della Polizia di Stato e definita "Ennesima truffa della falsa raccolta fondi" durante l'emergenza del coronavirus.

La Procura della Repubblica di Roma sta trovando in queste ore i responsabili e la Polizia di Stato invita chiunque a denunciare questo genere di truffe anche attraverso i canali digitali messi a disposizione dalle varie istituzioni e a controllare sempre bene quando si effettuano donazioni. Gli sciacalli del coronavirus non si fermano mai e dopo i finti volantini del Ministero dell'Interno in cui si invitavano gli inquilini di alcune palazzine a lasciare le palazzine oppure i finti tamponi a domicilio sono arrivate le raccolte fondi fittizie per far fronte all'emergenza.

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