Roma, asse Raggi-Zingaretti per fermare gli sgomberi delle occupazioni abusive

Campidoglio e Regione fanno saltare il blitz nello stabile occupato di via del Caravaggio: "No agli sgomberi senza soluzioni alternative". Ma il conto per i cittadini è di 260mila euro al mese

Roma, asse Raggi-Zingaretti per fermare gli sgomberi delle occupazioni abusive

“Non c'è più all'ordine del giorno questa frenesia di procedere”. Le parole dell’assessore alle Politiche abitative della Regione Lazio, Massimiliano Valeriani, lasciano intendere quanto gli equilibri al tavolo del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza siano cambiati dopo la giravolta grillina.

L’asse Di Maio–Zingaretti si è traslato nella Capitale dove Pisana e Campidoglio, sotterrata l’ascia di guerra sul fronte dell’emergenza rifiuti, ora si preparano a congelare il piano sgomberi voluto dal Viminale a trazione salviniana. Il primo effetto del patto giallo-rosso è il rinvio dello sgombero del palazzo occupato di via del Caravaggio. La data doveva essere messa nero su bianco ieri, nel tavolo interistituzionale convocato dalla Prefettura. Ma a prevalere, come racconta Il Messaggero, è stata la linea attendista dettata da Comune e Regione Lazio. La strategia messa in campo dal Ministero dell’Interno contro le occupazioni abusive, che prevede lo sgombero entro il 2025 di 25 edifici, ora rischia di arenarsi grazie all’alleanza tra Dem e pentastellati.

Il Campidoglio non sembra avere nessuna intenzione di procedere oltre. Le strutture di accoglienza presenti sul territorio non bastano ad accogliere i 270 inquilini della più grande occupazione capitolina, in mano agli attivisti dei movimenti per la casa. Il braccio di ferro, finora, lo hanno vinto gli antagonisti rifiutando tutte le alternative offerte dal Comune: dal contributo economico di 516 euro mensili alla concessione di appartamenti confiscati alle mafie. Virginia Raggi non vuole uno sgombero alla cieca, senza “soluzioni alternative”. E la Regione dà man forte alla sindaca grillina che, per il momento, tergiversa in attesa che si definiscano i nuovi equilibri politici a Palazzo Chigi.

Bisogna creare un nuovo organismo che possa dirimere il bandolo della matassa, è la posizione della Raggi. Ma il conto da pagare per mantenere lo stallo è salato: ben 260mila euro al mese che il ministero dell’Interno è costretto a versare alla società proprietaria dello stabile, la Oriental Finance Srl, dopo essere stato condannato dal Tribunale civile di Roma per il mancato sgombero. Per la vicenda dell’occupazione di Tor Marancia i giudici hanno anche pignorato 23 milioni di euro sui conti correnti della Prefettura. Un danno erariale considerevole, che ha spinto il prefetto, Gerarda Pantalone, ad insistitere perché Comune e Regione trovino al più presto una soluzione per gli abusivi. A verbalizzare ogni rinvio, quindi, sarà una cabina di regia voluta da Palazzo Valentini per fare il punto della situazione ogni settimana.

Esultano gli antagonisti, la Cgil e il Pd capitolino. "Le famiglie restano in attesa della comunicazione ufficiale da parte della prefettura sul differimento dello sgombero e sulle tempistiche di questo differimento", ha affermato Paolo Di Vetta, portavoce dei movimenti per il diritto all'abitare. "Aver dato il segnale chiaro di non voler uscire senza una resistenza attiva - rivendica - ha fatto la sua parte per scongiurare lo sgombero". "Gli sgomberi voluti da Salvini appartengono a una triste stagione politica che speriamo sia definitivamente alle nostre spalle", ha commentato il vicesegretario del Partito Democratico del Lazio, Enzo Foschi.

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