Gli operai dell'ex Ilva in piazza contro Mittal

La manifestazione è in corso fino a domani mattina per contestare il nuovo piano industriale di Arcelor Mittal che ha chiesto ulteriori 4700 esuberi entro il 2023 e il mancato rientro dei 1600 lavor

Sono circa un migliaio i lavoratori dell'ex Ilva arrivati a Roma ieri sera da Taranto per partecipare alla manifestazione indetta dai sindacati in piazza Santi Apostoli. Secondo quanto spiegano gli organizzatori, venti gli autobus partiti dal capoluogo pugliese e diretti verso la capitale.

Si aggira, infatti, intorno all'80 per cento l'adesione allo sciopero proclamato nello stabilimento siderurgico più grande d'Europa, a partire da ieri sera alle ore 23 e per trentadue ore (fino alle 7 del 12 dicembre prossimo). A indire lo sciopero i sindacati Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil. In particolare da Taranto sono partite 1500 persone. L'Unione sindacale di base (Usb) non ha aderito alla manifestazione e sta scioperando e presidiando, invece, davanti ai cancelli della direzione ex Ilva. "Noi non manifestiamo per la trattativa", scrive l'organizzazione sindacale sulla pagina Facebook. "Arcelor Mittal se ne deve andare". Partecipano al sit-in davanti all'acciaieria anche i rappresentanti delle associazioni cittadine per l'ambiente.

A rincarare la dose anche le dichiarazioni da Piazza Santi Apostoli di Landini. "Avete sbagliato ad andare in tribunale, tornate al tavolo ma a partire dall'accordo firmato nel 2018. Su questa base infatti si possono risolvere i problemi, ma a nessuno venga in mente di usare questa situazione per annunciare licenziamenti o esuberi. Così non si andrebbe da nessuna parte". Sono queste le parole del segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, prima di salire sul palco della manifestazione unitaria con Cisl e Uil. Il rappresentante della Cgil ha lanciato un nuovo appello alla multinazionale franco indiana Arcelor Mittal sul futuro degli stabilimenti dell'ex gruppo Ilva sui quali giovedì i sindacati incontreranno nuovamente l'azienda ed il governo.

A convocare un nuovo tavolo, infatti, è stato il ministro per lo sviluppo economico, Stefano Putuanelli. Giovedì alle ore 17, infatti, i sindacati si siederanno, per la seconda volta in una settimana, al tavolo del Mise (il ministero per lo sviluppo economico) insieme ai commissari dell'ex Ilva per fare il punto della situazione.

Nel frattempo, i pm a Taranto hanno espresso parere favorevole alla richiesta di proroga presentata dai commissari dell'Ilva in amministrazione straordinaria sull'utilizzo dell'Altoforno 2, sequestrato e dissequestrato più volte nell'inchiesta sulla morte dell'operaio Alessandro Morricella. I commissari (Corrado Carruba, Piero Gnudi ed Enrico Laghi) hanno chiesto un anno di tempo per ottemperare alle prescrizioni di automazione del campo di colata. La decisione spetta comunque al giudice Francesco Maccagnano, dinanzi al quale si svolge il processo sulla morte di Morricella, che si esprimerà tra domani e dopodomani in merito all'Afo2 (l'altoforno 2, il più grande dello stabilimento). Venerdì 13, se non dovesse essere autorizzata la proroga della facoltà d'uso di Afo2, scatterebbe lo spegnimento dell'impianto.

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