A Roma torna la truffa dei saltafila: ora si fingono dipendenti del Comune

Presidiano i monumenti della Capitale con le pettorine che ricordano quelle degli operatori ufficiali dell'infopoint gestito dal Comune di Roma: così i "saltafila" sono tornati a truffare i turisti all'ombra del Colosseo e dei Musei Vaticani

La sindaca Virgina Raggi gli aveva dichiarato guerra, assieme ai centurioni dall’accento dell’Est Europa e ai venditori abusivi di chincaglieria varia e bottigliette d’acqua recuperate dagli anfratti più improbabili.

Ma loro, i "saltafila", sono tornati alla carica più agguerriti che mai, a presidiare i principali monumenti della Capitale. Propongono tour del Colosseo e del Palatino a prezzi che pubblicizzano come "concorrenziali". Peccato che la visita guidata costi cinque volte il normale biglietto, e che all’interno del monumento le audio guide siano gratuite.

Per sfuggire ai vigili urbani, stavolta, si sono reinventati, travestendosi da falsi operatori ufficiali del comune di Roma. Con tanto di pettorina con loghi, scritte e colori che ricalcano quelli dell’infopoint di Zetema, l’azienda del Campidoglio che si occupa del patrimonio culturale della Capitale, dedicato ai turisti.

Ma invece di essere indirizzati nell’ufficio dedicato loro dall’amministrazione capitolina, i turisti vengono traghettati dai promoter stranieri negli uffici delle rispettive agenzie. Oppure, in qualche caso, c’è chi, attirato dalla finta ufficialità del servizio, sceglie di pagare il salato conto anche sul posto. E così la fregatura è servita, nonostante il nuovo regolamento di polizia urbana, approvato la scorsa estate, avesse vietato categoricamente la presenza degli abusivi.

Per i vigili, del resto, è difficile intercettare i promoter, sia per il look meno vistoso sia per la sproporzione tra il vero e proprio esercito di irregolari e le unità degli agenti in servizio. Non più di un paio per turno. Il business quindi, si è solo spostato lontano dalle volanti. Non hanno effetto le multe e neppure i blitz che nei mesi scorsi hanno portato al fermo di centinaia di persone. Anche perché le sanzioni sono nulla rispetto al volume d’affari generato dall’attività illecita.

Ad essere presi d’assalto dai saltafila sono anche i Musei Vaticani, altro must per i turisti in visita nella Capitale. Anche qui decine di cittadini bengalesi, emissari delle società che si occupano di organizzare le visite guidate, con l’immancabile tesserino (falso) d’ordinanza, cercano di accalappiare il maggior numero di visitatori con le loro offerte. E chi prova a mettere in guardia i malcapitati viene pure minacciato, se non addirittura aggredito.

Lo testimoniano le guide, quelle regolari, che ogni giorno si vedono sottrarre il lavoro dagli abusivi. Al Messaggero la portavoce della Federagit- Confersercenti – Guide Turistiche di Roma, Francesca Duimich, chiede alla Polizia Locale maggiori controlli. Anzi, se non fosse sufficiente l’azione dei vigili, rilancia la portavoce delle guide professioniste, interpellata dal quotidiano di via del Tritone, l’appello al Campidoglio è quello di creare una "polizia turistica" per contrastare il fenomeno.