La scure del Comune sui pini di Roma, alla faccia delle politiche "green" della Raggi

L'ipotesi dell'abbattimento indiscriminato dei pini marittimi di Corso Trieste ha riacceso i riflettori sull'annosa questione della tutela del verde di Roma: "Si preferisce tagliare invece che curare"

Gli iconici pini marittimi di Corso Trieste sono sorvegliati speciali del Comune di Roma. La politica della prevenzione, da tempo, in questa città, è stata messa da parte. E così, l'ennesimo crollo, nel quale è rimasta addirittura coinvolta un'automobilista, ha messo l'amministrazione con le spalle al muro. Dopo aver ignorato i continui campanelli d'allarme, il Campidoglio si è trovato di fronte all'ennesima emergenza.

Che fare? Tra le soluzioni strategiche messe in campo dal dipartimento Tutela ambiente nel corso di un vertice straordinario ce n'è una che ha sollevato una vera e propria levata di scudi. Si parla dell'abbattimento di 157 piante su 169. Una soluzione drastica che, qualora venisse adottata, stravolgerebbe irrimediabilmente la fisionomia del quartiere. Residenti e comitati sono sul piede di guerra. Pronti a difendere con le unghie e con i denti il doppio filare di alberi disegnato dall'architetto De Vico negli anni Trenta. "Non tutti i pini della strada sono arrivati a fine vita - tuona Emanuela Migheli, del comitato Salviamo i Pini di Corso Trieste - perché nel corso del tempo sono state effettuate delle sostituzioni". "Certo, - ammette l'attivista - sappiamo che ci sono delle criticità, ma non crediamo sia necessario desertificare il corso". Insomma, per la Migheli, il taglio indiscriminato non può e non deve essere la soluzione.

"Non si demolisce un edificio solo perché alcune delle sue parti sono da sostituire, ecco - riflette Susanna Spafford, presidente dell'associazione Amici dei Pini di Roma - vorremmo che anche per il filare di Corso Trieste si ragioni in questi termini". I pini, sostengono in coro le attiviste, non sono pericolosi di per sé. La trovata dei tecnici capitolini non convince neanche gli amministratori locali. "Il problema della sicurezza dei cittadini esiste e non va sottovalutato, tuttavia - chiarisce Rino Fabiano, assessore all'Ambiente del II Municipio - ci opporremo a qualsiasi tentativo di desertificazione di Corso Trieste". É d'accordo anche il consigliere di Fratelli d'Italia Holljwer Paolo, che ha già presentato una mozione sull'argomento. "Quello che chiediamo è un serio monitoraggio delle alberature da parte del Comune di Roma per capire quali sono effettivamente le piante da abbattere", spiega l'esponente di centrodestra. "Gli alberi irrecuperabili - sottolinea - vanno eliminati e sostituiti con le stesse essenze arboree, mentre quelli salvabili vanno curati".

Il caso ha inevitabilmente rimesso al centro del dibattito l'annosa questione della tutela del verde di Roma che, nel corso delle ultime amministrazioni, è stata lentamente trascurata. E così, la situazione di Corso Trieste è diventata emblema di un fenomeno che riguarda l'intera città. "Se gli alberi cadono, - chiarisce Fabiano - cadono per una mancanza di cura". D'altronde, prosegue l'assessore, "per la manutenzione delle alberature sono stati investiti appena 5milioni di euro, mentre il fabbisogno complessivo sarebbe di 300milioni". Ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Con il progressivo smantellamento del servizio giardini, spiega la Stafford, "la cura del verde di Roma è stata affidata sostanzialmente a dei taglialegna, a ditte non specializzate sulla base di capitolati generici, e si è pensato solo a tagliare e mai a curare".

Un vero paradosso nell'era di Greta Thumberg e dell'ossessione "green". Soprattutto in una città come Roma, la più verde d'Europa. Dove nel nome della lotta alle polveri sottili vengono squalificate le auto diesel per intere giornate. "É assurdo che un'amministrazione che si ammanta di condurre politiche ambientaliste poi prenda in considerazione una proposta del genere", attacca la Migheli. Il cortocircuito è servito. Non c'è da stupirsi: come insegnano anche i fatti di Monte Carnevale, questa è la città delle eterne contraddizioni.

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Commenti

Giolo

Mar, 28/01/2020 - 08:25

Questa volta devo darvi torto, poichè la critica non è giusta. Abito a BAri e anni fa - ma ancora oggi nei viali di nuova costruzione - il comune si ostina a piantare pini marittimi. Poichè, come si sa, gli aghifoglie, al contrario dei latifoglie, hanno le radici che crescono in superficie e per questo non sono stabili. Ne deriva che tutte le strade asfaltate ad essi adiacenti vengono sollevate creando pericoli immensi per la circolazione. Questi danni devono essere periodicamente riparati (quando si effettuano le riparazioni....) con costi immensi per i comuni. Giusto quindi eliminarli sostituendoli, però, con alberi più idonei.

Ritratto di bandog

bandog

Mar, 28/01/2020 - 08:27

cciàà raggione la raggi:abbattimento piante e blocco euro 10,così si purifica l'aria...come il 10 non è ancora stato costruito???APPUNTO!!uuuuahhhhuuuuahhhhhhh

prohalecites

Mar, 28/01/2020 - 09:35

c'è anche un altro sindaco che non ama i pini marittimi, è quello di Malgrate (LC) che ne ha appena fatti tagliare 12 per 'riqualificare' (leggasi cementificare) il lungolago, cioè dove c'era il prato facciamo i parcheggi e dove c'erano i parcheggi facciamo il prato, ma comunque le piante danno fastidio, soprattutto a chi si spaccia per amministratore ambientalista, l'importante è spendere...

alberto_his

Mar, 28/01/2020 - 09:37

Andrebbero demolite le costruzioni a uso residenziale, sistematicamente, creando una cintura verde attorno a ogni città

maxmado

Mar, 28/01/2020 - 09:40

Quello che non capisco è perchè non si voglia in alcun modo considerare i rifiuti e l'inquinamento una risorsa. All'estero i rifiuti vengono usati, riciclati, bruciati per fare energia ecc... Da noi è pura utopia. L'inquinamento cos'è? (Per comodità consideriamo quello dell'aria, ma il discorso vale anche per l'acqua). E' avere sostanze che non ci fanno di sicuro bene mischiate all'aria "pura". Cosa sono queste sostanze? Per lo più il prodotto della combustione di idrocarburi. Ok, ma non si possono riciclare? Sì, magari avendo come prodotto finale un carburante e così si avrebbe un ciclo dell'inquinamento, cioè del carburante. Da carburante ad inquinante, da inquinante a nuovo carburante. Certo non ad un rapporto 1 ad 1 e sicuramente spendendo qualcosa in termini d'energia da mettere per portare l'inquinante ad essere un carburante. Ma almeno la cosa va studiata e va provata ...

Capricorno29

Mar, 28/01/2020 - 10:07

Arrivano presto le elezioni e i romani potranno abbattere la RAGGI

Ritratto di Giancarlo09

Giancarlo09

Mar, 28/01/2020 - 10:14

Giolo anche io abito a Bari e i soli pini marittimi presenti in città sono quelli nelle vie/giardini adiacenti al mare, gli altri sono pini normali piantati a distanza non appropriata gli uni dagli altri. I primi, evidentemente piantati decenni fa non creano alcun genere di problema alla circolazione stradale, gli altri si perché sono stati messi in luoghi non appropriati e senza criterio. In ogni caso segnalo che l'abbattimento fatto dal nostro sciagurato sindaco piddiota (Decaro) di pini marittimi e soprattutto platani ha sortito un effetto devastante dal punto di vista paesaggistico sulla frontline cittadina.

Ritratto di navajo

navajo

Mar, 28/01/2020 - 10:41

Egregio Giolo, il problema vero è che i pini sono stati piantati, veda l'intervista all’agronomo naturalista Giovanni Morelli in malo modo."La soluzione più ovvia è quella di predisporre dei substrati tipo terre-pierre (structural soils, (in inglese), ovvero costituiti da materiale inerte, stabilizzato per rullatura ma dotato di macro-pori ed interstizi occupati da terreno di coltivo. Su impianti esistenti, l’unica soluzione è quella di elevare il piano di campagna, “annegando” le radici corda in miscele di sabbia e ghiaia più o meno stabilizzate; Si possono poi adottare anche barriere verticali rigide che, quando posate con un po’ di accorgimenti, possono evitare le “fughe” radicali in orizzontale. Ma qui si vuole operare come per il blocco delle auto. Diesel euro 6 ecologiche bloccate, benzina euro 3 vecchie di 20 anni, inquinantissime che circolavano.

Giolo

Mar, 28/01/2020 - 11:04

Giancarlo09 e navajo: buona la comunicazione e soprattutto da considerare le proposte - se attualizzabili e funzionanti. In particolare chiedo però a giancarlo09: indipendentemente che si tratti di pini marittimi o normali, resta il fatto che le radici degli aghifoglie crescono in superficie (sono stato costretto ad abbatterne due in una villa di PAlese perchè stavano sollevando la casa) potresti fare una passeggiata sul Viale Papa Giovanni XXIII partendo dal carcere verso il Mercato di Santa Scolastica? Potrai osservare la situazione del manto stradale in prossimità dello spartistrada. I lavori di manutenzione erano già stati fatti qualche anno fa nel primo tratto di strada e devono essere fatti lì dove ho accennato nelle righe più in lato. Costi???? Meglio metterci dei platani. Che il Sindaco De Caro sia (per me) uno dei peggiori degli ultimi 50 ani, non ci piove.

Antenna54

Mar, 28/01/2020 - 11:08

La Raggi, poche idee ma ben confuse. Coraggio romani, manca poco alle elezioni comunali!