Il sindaco di Anzio era a disposizione dei boss

Appalti truccati dati a uomini di fiducia del clan e assunzioni pilotate per avere in mano il litorale laziale

Il sindaco di Anzio era a disposizione dei boss

Che le ‘ndrine calabresi mirassero a colonizzare il litorale laziale lo si era capito da un pezzo, e che i boss cercassero di farlo attraverso la droga e gli appalti, anche. Del resto, il traffico di sostanze stupefacenti serve per finanziare l’organizzazione, mentre aggiudicarsi gli appalti è il modo migliore per dare prestigio e consolidare le rendite. Come sottolineato dall'edizione romana del Corriere, mentre la Prefettura sta ancora pensando allo scioglimento eventuale del Comune di Anzio, al Tribunale del riesame vengono aggiunti altri elementi per sostenere l’ipotesi di una infiltrazione mafiosa della 'ndrangheta.

Appalti truccati

Il boss Davide Perronace ha tenuto a sottolineare:“Se non c'era mio padre adesso non eravamo un ca...”. Il padre è il boss Nicola Perronace, morto da qualche anno. Un nome che serve per entrare negli affari migliori, riguardanti strade, caditoie e rifiuti, pensati dalla pubblica amministrazione. E chi si è aggiudicata il bando per la raccolta delle acque fognarie di Anzio? La G&G Ecospurgo di Perronace jr. A garantire gli appalti al boss è il sindaco di Anzio, Candido De Angelis.

Il boss ha raccontato che “Candido De Angelis avrebbe riferito a suo figlio Gabriele di essere a disposizione dello stesso Davide Perronace, in quel momento agli arresti domiciliari”. Quindi, sia Anzio che Nettuno, secondo quanto asserito dai pentiti, sarebbero gli avamposti delle 'ndrine calabresi. Soggetti come Fabio Morello, spalla di Umberto Romagnoli, suocero dei Gallace di Catanzaro, indirizzano i pubblici ministeri Fini, Minisci, Musarò, coordinati dagli aggiunti Ilaria Calò e Michele Prestipino, nel cuore delle dinamiche delle ‘ndrine calabresi che impregnano il litorale laziale. Lo stesso Morello ha spiegato che gli esercenti dei locali pagano il pizzo e che un autosalone, che si era rifiutato di sottostare al ricatto, alla fine era stato fatto chiudere.

Il pentito ha asserito: “Umberto Romagnoli mi ha detto che alcuni parenti di Bruno Gallace sono stanziati sul litorale romano e chiedono il pizzo ai negozianti di quella zona”. Marcello Fondacaro, un altro collaboratore dell’Antimafia, ha precisato che anche la vicina Ardea è dentro nel gioco, per mano dell’imprenditore Nicola Tedesco, “il referente della famiglia Gallace e gli altri perché nel Comune di Ardea c'era lui che rappresentava a livello politico, quindi faceva l'imprenditore, da una parte prendeva degli appalti, per esempio Carlo Eufemi gli diede un appalto per la costruzione di una scuola alle spalle dei carabinieri”. Eufemi è l’ex primo cittadino dei comuni di Nettuno e Ardea.

Le liste di chi assumere

Secondo l’accusa, la Camassa Ambiente veniva usata per pilotare assunzioni pre-elezioni nel 2018. In quell’anno venne rinnovata l'amministrazione di Anzio. Durante un colloquio, due funzionari comunali“nel commentare la presenza di molti pregiudicati all'interno della Camassambiente, accennano chiaramente a liste di personale da assumere consegnate loro da soggetti non esplicitamente indicati ma che appartengono con ogni probabilità ai gruppi criminali oggetto della presente indagine”. In una intercettazione si sente anche Aurelio Droghini, funzionario comunale, spiegare che facevano avere loro le liste delle persone che dovevano essere assunte. In libertà sono tornati sia il cognato del boss Gregorio Spanò, Fatmir Limaci, che Sandon Pacifico. Il legale di quest’ultimo, l’avvocato Fabrizio Gallo, ha così commentato:“In queste inchieste della Dda spesso si fa di ogni erba un fascio, con il rischio di finire nei guai anche solo per la vicinanza a qualcuno nel mirino della magistratura”. Parlando della Camassa Ambiente, il legale ha asserito che le assunzioni dell'appalto di Anzio sono state fatte senza nessun condizionamento.

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