Turismo, è effetto Airbnb: 13 milioni di fantasmi a Roma

Il sommerso turistico deriva in gran parte dagli affitti su Airbnb. Dai trasporti alla raccolta dei rifiuti, il turismo nascosto genera costi extra per la capitale

Turismo, è effetto Airbnb: 13 milioni di fantasmi a Roma

Lo chiamano effetto Airbnb. E rappresenta un dato che incide negativamente sulle casse del Campidoglio. Sono 13 milioni le presenze fantasma non rilevate dalle statistiche ufficiali sul turismo a Roma. Queste ultime infatti registrano 43 milioni e 500 mila presenze l’anno nella capitale (46,5 milioni nel 2019), ma il sommerso turistico incide per oltre il 30% portando il dato ufficiale a 57 milioni 116 mila.

È quanto emerge da un rapporto sul sommerso ricettivo realizzato da Sociometrica per l’Ente bilaterale del turismo del Lazio. Secondo lo studio, la situazione fotografata dalla stima è insostenibile. Anche perché, dai trasporti alla raccolta dei rifiuti, dal traffico alla pubblica sicurezza, il turismo genera costi extra per la città.

“È impossibile amministrare una metropoli senza conoscere la quantità effettiva di fruitori dei suoi servizi pubblici (dai trasporti alla raccolta dei rifiuti, dal traffico alla pubblica sicurezza)”, spiega all’Ansa il presidente dell’Ebtl, Tommaso Tanzilli. Siamo di fronte a un fenomeno che non crea occupazione né investimenti. Case di proprietà per la maggior parte gestite da società di property management con pochi addetti e l’uso di molti mezzi di automazione. Non è sharing economy. “È un’impresa a tutti gli effetti che ci auguriamo sia tassata come è giusto”. Già, perché senza dati certi calcolare le presenze, di norma registrate nelle strutture ricettive, diventa un problema.

L’incremento di presenze va di pari passo con il proliferare incontrollato degli affitti brevi turistici. Oggi sono 31.733 gli annunci di alloggi su Airbnb a Roma, a fronte di 12.306 strutture ricettive registrate dal comune. Si tratta di 116mila posti letto totali, contro gli oltre mille degli alberghi della capitale. Oltre la metà degli annunci è per interi appartamenti: sono circa 20mila le case a Roma affittate a turisti su Airbnb. La metà degli annunci è nel primo municipio (centro città) dove ormai, in alcuni rioni, c’è un posto letto sulla piattaforma web ogni due residenti stabili.

Ogni anno la tassa di soggiorno genera circa cento milioni di euro per le casse del comune di Roma. Recentemente Airbnb ha rifiutato di firmare la convenzione per il versamento della tassa di soggiorno perché, secondo l’assessorato al turismo, lo schema di convenzione prevede adempimenti più stringenti rispetto a quelli applicati da altre città italiane, in materia di dati e sicurezza. Nelle città dove Airbnb riscuote e versa ai comuni la tassa di soggiorno, lo fa infatti in maniera forfettaria e non verificabile.