Ru486, il fronte teodem "divide" i democratici

Guerra aperta dopo che la Commissione Sanità del Senato ha dato all’unanimità
parere favorevole all’indagine conoscitiva. Problematica la posizione della Bianchi. Franceschini: "No a voto di coscienza". Marino: "Nel Pd c’è un problema di
democrazia interna". Convocato il gruppo

Roma - Pd in ordine sparso. Una lacerazione trasversale sta dividendo le file democratiche dopo che la Commissione Igiene e Sanità del Senato ha dato all’unanimità parere favorevole all’indagine conoscitiva sulla RU486 in risposta alla degisione dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) che ne aveva autorizzato la vendita il luglio scorso. A suscitare forti malumori nel Loft la presenza tra i relatori dell’indagine Dorina Bianchi, una dei parlamentari del centrosinista più vicina alla chiesa cattolica sui temi etici. Da qui l'invito del segretario Dario Franceschini a trovare una posizione comune: "No ai casi di coscienza".

Convocato il gruppo La presidente dei senatori del Pd, Anna Finocchiaro, ha convocato una riunione del gruppo proprio per discutere la posizione della Bianchi. Proprio per questo Franceschini ha inviato una lettera alla Finocchiaro: "Concordo con te che sulla scelta di avviare una indagine conoscitiva sulla RU486 è necessaria una decisione del gruppo, anche attraverso una votazione. E, non essendo certo la scelta di una indagine conoscitiva una questione di coscienza, alla decisione del gruppo tutti devono attenersi".

Marino solleva il problema "Bianchi ormai è un problema oggettivo per il Pd", ha commentato Ignazio Marino denunciando lo "spreco di denaro pubblico". Al di là del merito del voto di Dorina Bianchi sull’indagine conoscitiva, ha aggiunto Marino, "c’è un problema di democrazia interna nel Pd. Il capogruppo in commissione non può imporre la sua posizione, ma deve essere il portavoce degli altri componenti. E Dorina Bianchi ha più volte portato il suo voto su una posizione difforme rispetto a quella del gruppo del Pd". I cronisti hanno domandato a Marino se lui, qualora divenisse segretario del Pd, prenderebbe provvedimenti disciplinari contro Bianchi: "La presidente Anna Finocchiaro ha già convocato il gruppo per discutere la posizione di Dorina Bianchi. Certo, fa sorgere dei dubbi che un capogruppo in commissione ad ogni votazione importante non riesca a rappresentare il proprio gruppo".

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