Controcultura

Ruggero II, il ragazzo che divenne un Re

Morto nel 1101 Ruggero, all'età di settant'anni a Mileto, le sorti della Sicilia erano tutt'altro che stabili.

Ruggero II, il ragazzo che divenne un Re

Avrebbe potuto finire male. Dominio recente e ottenuto manu militari quello del padre, Ruggero I d'Altavilla, il fratello di Roberto il Guiscardo. Con sagacia Ruggero, detto il Gran conte, aveva ridotto in suo potere la Sicilia sconfiggendo gli arabi che, mal gliene incolse, all'inizio se l'erano portato in casa come mercenario.

Morto nel 1101 Ruggero, all'età di settant'anni a Mileto, le sorti della Sicilia erano tutt'altro che stabili. Restava a far da reggente la moglie Adelasia del Vasto con due figli piccoli candidati a ereditare il potere comitale: Simone (nato nel 1093) e il minore Ruggero (nato nel 1095). Morto Simone toccò a Ruggero che ebbe la fortuna di avere una madre, Adelasia o Adelaide (a seconda delle fonti), abile nel mantenere unita la corte e attenta a tessere la tela diplomatica necessaria a uno stato appena nato. Questo consentì a Ruggero di fare esperienza, di salire sul trono come Ruggero II e di trasformare la contea in regno.

È questa la storia che racconta con bella penna e gran scavo nelle fonti Glauco Maria Cantarella in Ruggero II. Il conquistatore normanno che fondò il Regno di Sicilia (Salerno). Il noto medievista ricostruisce la genesi del mito di Ruggero II, sovrano di un regno multietnico e tollerante su cui la storiografia molto ha lavorato ma molto ha anche idealizzato (aiutata dal sedimentarsi dell'agiografia nei secoli). Il risultato è una biografia molto attenta alle fonti coeve che toglie Ruggero II dal piedistallo (eretto con la fragile pietra dell'idealizzazione) pur riconoscendogli tutti i caratteri di attenta politica e di capacità di cogliere sempre le opportunità che la storia gli ha posto davanti.

Ma non solo Ruggero, molti dei personaggi della corte, come il fondamentale Giorgio d'Antiochia, sono tratteggiati con rapidità e precisione. Così come tutto il complesso intreccio politico del Mediterraneo, subito prima e subito dopo l'inizio delle guerre per la Terrasanta, è dipanato a vantaggio del lettore. Ne viene a galla un mondo sfaccettato e complesso dove tra normanni, arabi, bizantini, papato e potenze marinare si gioca una incredibile partita a scacchi. A volte violenta, a volte commerciale a volte diplomatica. E di questa partita Ruggero II seppe farsi re, quantomeno di Sicilia. Il suo regno non fu una Shangri-La del Medioevo, ma certamente uno dei crogiuoli in cui è stata fusa l'impronta della Storia italiana.

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