Sacconi all’attacco: «Montino mente sugli ospedali chiusi»

«Nel prossimo consiglio dei ministri il governo valuterà l’operato dell’amministrazione Marrazzo». Suonano come una minaccia le parole di ieri del ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, Maurizio Sacconi. Che poi ha aggiunto: «Il vicepresidente della Regione Lazio, Montino, mente sapendo di mentire quando imputa al ministro e al Governo la richiesta di chiudere 18 ospedali minori nel Lazio. La minima onestà intellettuale impone di ricordare a tutti che la sanità laziale è commissariata per una procedura avviata dallo stesso presidente Romano Prodi. La perdita nel 2008 è stata addirittura di 1,7 miliardi di euro in una Regione ove peraltro è debole la cosiddetta medicina del territorio. Il commissario della sanità è il presidente della Regione Marrazzo che ha presentato a sua firma un piano di razionalizzazione della rete ospedaliera che prevede la riconversione o la chiusura di strutture marginali».
Per il ministro poi le ultime decisioni del commissario potrebbero portare nel baratro le casse laziali. «Dimostrando debolezza e incertezza egli ha poi ritirato il piano con la conseguenza che il tavolo Stato-Regioni, e sottolineo Regioni, ha unanimemente bloccato i trasferimenti finanziari che la legge collega obbligatoriamente al risanamento. Il subcommissario Morlacco - incalza Sacconi - paventa ora, in conseguenza, il collasso finanziario. Di fronte a comportamenti così contraddittori e pericolosi per i cittadini e le imprese della Regione, che pagano il massimo delle aliquote fiscali, il governo non potrà rimanere inerte e valuterà la situazione nel prossimo consiglio dei ministri».
Condanna sui quattro anni e mezzo di amministrazione Marrazzo anche dal senatore Stefano De Lillo (PdL), della commissione Sanità di Palazzo Madama, che invoca una prossima audizione del commissario Marrazzo. «Dovrà spiegare le correlazioni che lo hanno portato a dire che la presunta incidenza dell’influenza AH1N1 ha impedito di rideterminare, nel Piano di riordino della rete ospedaliera, il ricalcolo dei posti letto di ortopedia per esempio, di endocrinologia, ginecologia e cardiologia. Semmai, un’epidemia influenzale - sostiene il senatore - può determinare uno stop per la medicina generale e la pneumologia. Non di più». De Lillo pone l’accento anche sulla prossima fine legislatura: «Marrazzo ha fallito da presidente prima e da commissario poi. Il deficit enorme del 2008 c’è stato malgrado i tagli e le chiusure alle strutture sanitarie che hanno provocato danni ai pazienti e disagi agli operatori sanitari. E adesso oltre al danno è arrivata pure la beffa: Marrazzo è stato capace di rinviare il riordino ospedaliero dopo quasi 5 anni di governo facendo presagire che sarà obiettivo della prossima legislatura. Questo offende l'intelligenza di chiunque». Gli fa eco il consigliere del PdL Donato Robilotta che schernisce «Marrazzo e Montino come Pinocchio -. Fa bene il ministro Sacconi a replicare punto per punto alle loro bugie. La realtà è che il piano di rientro che prevedeva la chiusura di 4500 posti letto fu approvato dalla giunta Marrazzo e concordato con il governo Prodi nel febbraio del 2007».
In serata arriva la risposta di Esterino Montino: «L’impressione è che si usino i tagli di ospedali e il blocco di fondi come armi destabilizzanti, magari in vista delle prossime elezioni. Ci dispiace, ma noi seguiamo la nostra strada, perché prima del piano di rientro vengono i cittadini».