Milano

Sala diserta l'84% delle sedute. Stadio e sicurezza i temi clou

Sala diserta l'84% delle sedute. Stadio e sicurezza i temi clou

Assente all'84% delle sedute del Consiglio comunale. É il record personale del sindaco Beppe Sala, a un anno dalla rielezione ha risposto all'appello solo in 11 sedute su 69 (i dati sono aggiornati al 24 ottobre), il 15,94% del totale. Ancora più basso il numero delle votazioni, 26 su 920 (il 2,83%) ma è già più comprensibile perchè non si esprime su mozioni o interrogazioni. Le sedute convocate tra ottobre 2021 e novembre 2022 sono state invece 72, di cui due «in trasferta» nei Municipi 3 e 6 (prossima tappa in Zona 8) e 9 Consigli «tematici», da quello sull'invasione dell'Ucraina a quelli su fondi Pnrr, Piano Aria Clima, trasloco della scuola di via Vivaio, Sicurezza (chiesto dall'opposizione dopo le violenze di capodanno in piazza Duomo), Bilancio, incontro con gli 8 rettori delle Università milanesi, l'ultimo sul Risparmio energetico. Presentati 108 «question time» e 488 interrogazioni, approvate 107 delibere e solo 58 mozioni su 234 depositate, una su quattro. Come ha riferito ieri la presidente dell'aula Elena Buscemi presentando il bilancio di un anno di attività, i temi più discussi, in particolare negli interventi liberi in «articolo 21», sono stati sicurezza (20%), urbanistica (10%) e qui «il tema più trattato in assoluto è stato lo stadio di San Siro», attività politica e internazionale (10%), servizi civici (10%). Approvata circa la metà degli ordini del giorno depositati, 107 su 194 (e qui vince il tema mobilità). Buscemi puntualizza che all'assemblea nazionale dell'Anci in corso a Bergamo da martedì «non è stato invitato nessun presidente del Consiglio comunale, le aule sono espressione dei cittadini e meritano più attenzione».

Sul palco dell'Anci c'era invece ieri Sala, che ha protestato: «In campagna elettorale si è parlato di flat tax, di azzeramento del canone Rai», adesso «allora il governo tagli dove vuole ma attenzione. I sindaci sono bravi e generosi, il senso del dovere ci fa fare di tutto e di più, ma non siamo l'asinello che tiri e tiri». E ha ribadito l'allarme sul Bilancio 2023: «Dovremo toccare un po' di tutto, abbiamo un problema grave soprattutto per il Trasporto locale perchè i costi sono fissi e la bigliettazione non funziona ancora come prima del Covid, tanti non usano i mezzi. A dicembre spiegherò ai milanesi i tagli significativi e spero nel corso dell'anno di avere altre entrate che permetteranno di non toccare sostanzialmente i servizi».

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