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Sala: "Con il Pd qualcosa si è rotto"

Il sindaco: "Si è consumata una frattura e verificheremo l'entità. Dalla capogruppo toni di sfiducia". I dem lo incontrano per riparare

Sala: "Con il Pd qualcosa si è rotto"
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"Qualcosa si è rotto. Con il Pd si è consumata una frattura, vedremo nei prossimi giorni l'entità". Il sindaco Beppe Sala è furioso all'indomani del voto in aula sullo stop al gemellaggio con Tel Aviv. Potrebbe sentirsi vincitore: l'odg messo ai voti a tutti i costi dai Verdi è stato bocciato come sperava, 21 a 17. Nove i no a sinistra, più un astenuto e ieri la dem De Marchi (assente) si è aggiunta virtualmente ai contrari. "Non mi sento un vincitore, mi sento amareggiato" risponde Sala. "Non è successa una cosa per cui si possa restare indifferenti - avverte -. Bisogna riflettere, chi si prende l'onere di guidare una città deve poter contare su una maggioranza coesa e qualcosa si è perso. Bisogna verificare le ragioni di questo modo diverso di vedere le cose, non tanto sulla questione di Tel Aviv su cui rispetto le opinioni diverse, ma sulla necessità di stare molto uniti nell'ultimo anno che è sempre il più difficile". Poteva avercela (soprattutto) con i Verdi. Venerdì al vertice di maggioranza Sala e il resto della coalizione hanno chiesto di fermarsi, hanno avvertito non avevano i voti. Sala sgombra subito il campo dall'equivoco: "Era evidente che sarebbero andati avanti, non avevano lasciato spazio ad ambiguità. E rendo atto ai Verdi della correttezza nell'esprimere le loro opinioni, anche nei rapporti con me". Invece "i toni del Pd hanno segnato un momento di sfiducia verso il mio operato, è in particolare con il Partito Democratico che devo riflettere". A quel vertice, anche il Pd aveva chiesto ai Verdi di non insistere con l'odg, qualcuno aveva persino ventilato come ripicca la richiesta di dimissioni dell'assessore al Verde (e dei Verdi) Elena Grandi, e la capogruppo dem Beatrice Uguccioni aveva lanciato un avvertimento criticando "l'erba troppo alta in città". Invece in aula ha espresso voto a favore (la linea uscita dalla Direzione Pd) e parole dure contro Sala: "Siamo qui a discutere nuovamente del gemellaggio e, permettetemi di dirlo con chiarezza, non perché il Consiglio non si fosse già espresso ma perché quella volontà, approvata democraticamente da quest'Aula 8 mesi fa, non ha trovato seguito ai piani superiori. Questa è la verità da cui dobbiamo partire. Un'aula elettiva deve riaffermare la propria dignità". Sala ha ribatte: "Mi prendo sempre le mie responsabilità però spesso sono condivise. Se devo fare la figura del cattivo io ci sta, ma dipende dalle modalità. Le parole di Uguccioni sono state improprie, non è che ai pieni alti non si fosse rispettata la loro opinione. Allora, ragioniamo, e capiamo se possiamo essere una cosa sola o no".

I dirigenti locali si mettono subito in moto per evitare un terremoto. Il segretario Pd Milano Alessandro Capelli ha incontrato Sala alle 19, collegata la regionale Silvia Roggiani. Incontro i "rapido e sereno" assicura Capelli. Si vedrà. É stato preceduto da comunicati in stile "volemose bene". Il voto "non è stato affatto un atto di distacco nei confronti di Sala o di sfiducia del suo operato, ma semplicemente la riaffermazione di una posizione specifica che il Pd aveva già espresso sia in aula sia all'interno dei propri organismi - scrive Capelli -. Il Pd lavora da sempre per coniugare cambiamento e l'unità. C'è ancora un anno e i cittadini si aspettano risposte concrete fino all'ultimo. In vista del voto saranno molte le occasioni di confronto con lui e i partiti". Anche Uguccioni smussa i toni: "Per noi il focus resta sui temi concreti, dalla casa al verde, sui quali esiste massima convergenza tra coalizione e sindaco". E tra i litiganti, festeggia la coportavoce dei Verdi Francesca Cucchiara che di fronte all'elettorato pro Pal ha marcato la distanza dal Pd, anche se l'odg è stato bocciato: "Paradossalmente - scrive -, l'iniziativa politica di cui vado più fiera è quella che ho perso. Ora almeno posizioni e responsabilità sono chiare (soprattutto quelle di chi aveva dato sostegno e poi ha votato contro!)", leggi i dem che si sono smarcati. Tra i piddini è partita la resa dei conti. Al consigliere Michele Albiani "la scorrettezza degli altri insegna una cosa sola: la memoria".

Per Angelo Turco "una brutta pagina, non ricandidarmi è una scelta ancora più inevitabile". Cecilia Strada critica le dem contrarie: "Quando parlano di dialogo con chi vuole la pace a Tel Aviv chi hanno in mente?". Vasile ribatte: "Chiedi pure, sappiamo rispondere".

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