Salaria, sgomberato stabile occupato

IL BLITZ Tra gli sgomberati anche la donna che nel 2007 si gettò da un balcone per sfuggire a un incendio

Sgomberato da polizia e carabinieri l’ex Museo della Carta, uno stabile occupato in via Salaria 971. All’interno circa 250 persone che non hanno opposto particolare resistenza. Una corsia di via Salaria fino all’aeroporto dell’Urbe è stata chiusa al traffico dalla municipale.
La struttura, di proprietà della Fintecna, era stata occupata un anno e mezzo fa dall’associazione bengalese Dhuumcatu e dal comitato Area ingovernabile. All’interno dell’area occupata ci sono anche diversi capannoni, dove in passato si sono svolti dei rave. In un’altra area vivevano, invece, circa 120 persone di diverse nazionalità, la maggior parte appartenenti a famiglie di etnia bengalese, ma anche italiane. «Tra gli sgomberati c’è anche Babul Begun, il marito di Meri Begun, la donna bengalese che nel gennaio 2007 si gettò dal balcone insieme al suo figlioletto per fuggire all’incendio divampato nel suo appartamento, in via Buonarroti», ricorda una dirigente dell’associazione. Gli sgomberati, dopo aver recuperato le loro cose, hanno accettato di andare nei centri di accoglienza del Comune. Ottantuno sono assistiti dal Comune presso le strutture per l’emergenza alloggiativa: si tratta di 20 nuclei familiari con minori, donne sole, ragazzi madri e minori soli.
«Il segnale che vogliamo dare - ha commentato il sindaco Gianni Alemanno - è quello della legalità, dobbiamo fare assolutamente in modo che le case, gli spazi, vadano a chi ha diritto e a chi è in graduatoria, non a chi occupa ed è nell’illegalità». Quanto al tavolo interistituzionale che si svolgerà il 16 settembre sulle politiche dell’abitare, il sindaco ha precisato: «L’appuntamento è con tutti i soggetti che hanno titolo per parlare della casa, con i sindacati, con i movimenti, con il mondo delle cooperative e delle imprese, perché noi vogliamo sviluppare il nostro piano casa, dare una risposta concreta con nuove case da offrire a tutti quelli che ne hanno bisogno, ma secondo la legalità e non secondo le occupazioni che sono una risposta malata ad un antico problema di Roma».
Alle polemiche sollevate dalla sinistra ha risposto il delegato del sindaco per l’emergenza abitativa, Marco Visconti: «La retorica - ha detto - non è certo quella del sindaco ma di chi ci ha preceduto, che per anni ha mal governato questa città, producendo nulla se non quei danni che i cittadini romani stanno pagando e continueranno purtroppo a pagare per lungo tempo. D’altronde, non è certamente una colpa ascrivibile a questa amministrazione se non sono state reperite, nell’ultimo piano regolatore, aree per la realizzazione di edilizia residenziale pubblica, o se sono state tolte zone edificabili all’Ater. Il tavolo istituito con la Regione e la Provincia è già attivo e sta producendo dei risultati importanti. Ricordo poi che è stato avviato il bando per reperire case che a breve andremo a consegnare. Inoltre, stiamo lavorando al fine di predisporre un articolato piano casa, oltre a una serie di altre iniziative che abbiamo messo in campo e che presto daranno i loro frutti».

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