Intesa Sanpaolo: la sostenibilità fa crescere le imprese del mobile

Al Salone del Mobile in corso in Fiera Milano fino al 12 giugno, presentato uno studio su transizione ecologica ed economia circolare. Le certificazioni ambientali creano nuova occupazione e migliorano crescita del fatturato e redditività

Intesa Sanpaolo: la sostenibilità fa crescere le imprese del mobile

Sarà il Salone del Mobile della sostenibilità”, ha detto la presidente Maria Porro prima dell’inaugurazione dell’edizione della ripartenza in Fiera Millano e Claudio Feltrin ha annunciato la ratifica da parte dell’Onu dell'adesione al Global Compact di FederlegnoArredo prima filiera legno-arredo al mondo ad ottenerla. E a confermare come la strategia green “conviene” alle aziende è stata Intesa Sanpaolo, partner istituzionale del Salone del Mobile.Milano 2022 e prima banca italiana nel supporto finanziario al settore del mobile e del sistema casa italiano.

Approfondimento nel talk “Sostenibilità e circolarità del Sistema Casa” ospitato nell’area dell’installazione “Design with Nature” nel padiglione 15, curato l’architetto Mario Cucinella. Una riflessione con autorevoli imprenditori dell’arredo e del design italiano sullo sviluppo del settore fra transizione ecologica ed economia circolare in un’ottica di sviluppo sostenibile e cultura del recupero dei materiali.

Dall’analisi della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo “essere green conviene” non solo perché i fattori Esg migliorano le performance delle aziende e sono abilitanti per l’accesso al credito in una nuova ottica sostenibile, rispettosa dell’ambiente e orientata alla cultura del recupero, ma perché questo comporterà sempre maggiori benefici sociali attraverso la creazione di nuova occupazione.
Su un campione di oltre 2500 bilanci, nel decennio 2008-2019 le imprese del mobile con una maggiore attenzione alla sostenibilità, testimoniata dall’ottenimento di certificazioni ambientali, hanno creato occupazione (+10,2%) e registrato migliori performance sia in termini di crescita del fatturato (+20,7% in mediana vs -6,9% per le non certificate) che di Ebidta margin (+0,6% tra il 2008 ed il 2019 vs una riduzione dello 0,7% per le altre).

Anche le filiere di fornitura di prossimità, già tipiche della struttura del settore, potranno essere funzionali a un miglior presidio degli obiettivi di sostenibilità dell’intera filiera. Le forniture
ravvicinate potrebbero intensificarsi nei prossimi anni, come reazione alle difficoltà logistiche incontrate durante la fase più critica della pandemia. Secondo l’inchiesta di Intesa Sanpaolo presso i propri gestori, poco meno del 50% dichiara di aver osservato tra le imprese clienti del mobile l’intenzione di avvicinare gli approvvigionamenti a favore di fornitori localizzati o nella stessa regione o comunque in Italia.

Per favorire la transizione ecologica delle Pmi e facilitare la misurabilità delle azioni per perseguirla, Intesa Sanpaolo ha dedicato un plafond pari a 1,5 miliardi di euro a favore di investimenti volti a ridurre l’impatto ambientale pensati per premiare e valorizzare i modelli di business sostenibili delle aziende, come gli S-Loan Climate Change. Inoltre, la Banca con il nuovo piano d’Impresa 2022-2025 conferma la propria leadership per le tematiche Esg, destinando nuovo credito per 88 miliardi di euro a favore di green economy e transizione ecologica delle aziende strutturate e delle Pmi.

“Sta crescendo la consapevolezza delle nostre Pmi verso i temi della transizione ecologica e verso la necessità di misurare l’efficacia di questo percorso con criteri condivisi. Infatti, secondo i dati della nostra Direzione Studi e Ricerche, le imprese del mobile che hanno ottenuto certificazioni ambientali tra il 2008 e il 2019 hanno creato maggiore occupazione e ottenuto risultati migliori in termini di crescita del fatturato e redditività, rispetto a quelle senza certificazioni - ha spiegato Anna Roscio, executive director Sales&Marketing Imprese Intesa Sanpaolo -. Le imprese riconoscono che essere green conviene, non solo per un più agile accesso al credito, ma soprattutto per accelerare progetti virtuosi di sostenibilità sociale oltre che ambientale. Questo genera impatti positivi sulla diffusione di nuovi valori culturali oltre che economici, legati al recupero e riutilizzo delle materie, alla gestione efficiente degli scarti, alla circolarità dei cicli. La relazione pluriennale con il Salone del Mobile ci offre un osservatorio importante su questo mondo: per il Sistema Casa abbiamo messo a disposizione un plafond di 1,5 miliardi di euro oltre a strumenti premianti che valorizzano gli obiettivi ESsg delle imprese e abbiamo già erogato oltre 4 miliardi in S-Loan e circular economy a favore delle Pmi italiane”.

Lo studio “Lo scenario per il settore del mobile: sfide e opportunità di crescita” condotto da Stefania Trenti, responsabile Industry Research Studi e Ricerche Intesa Sanpaolo, evidenzia come il mobile sia uno dei settori più rappresentativi del Made in Italy nel mondo e proprio grazie all’export nel 2021 ha ottenuto ottimi risultati, con un balzo dell’8,3% rispetto ai livelli 2019, raggiungendo i 10,8 miliardi di euro grazie a mercati come Usa, Francia, Germania e Cina, contribuendo a generare un saldo di 8,3 miliardi di euro.
Le performance all’estero sono state accompagnate dal buon dinamismo della domanda interna, in presenza di incentivi e di una maggiore attenzione all’ambiente domestico post-pandemia, portando il fatturato a superare ampiamente i livelli pre-Covid: +15,7% rispetto al 2019, meglio dell’industria manifatturiera italiana (+9,1%) e di alcuni grandi competitor europei del settore, quali Germania (+0,6%), Francia (+1,2%) e Spagna (+1,5%). Anche l’avvio del 2022 ha avuto un andamento brillante con la crescita nel primo trimestre sia del fatturato +13,9% e delle esportazioni +20,7%.

Lo scoppio del conflitto tra Russia e Ucraina muta lo scenario anche per le imprese del mobile: prezzi dell’energia ai massimi, esportazioni verso il mercato russo e ucraino del valore di 3,7% verso il 2% medio manifatturiero nel 2021 e soprattutto una domanda per durevoli penalizzata sia in Italia che negli altri paesi europei dall’incertezza e dalle bollette energetiche porteranno a una frenata del fatturato a prezzi costanti. La crescita attesa dei prezzi consentirà tuttavia al settore di registrare un nuovo incremento nel fatturato a prezzi correnti (+13,1% in media d’anno).

“In assenza di una escalation del conflitto - si rileva nello studio del gruppo bancario -, il settore potrà riprendere buoni ritmi di sviluppo nei prossimi anni con una previsione di crescita del 2,7% medio annuo a prezzi correnti nell’orizzonte al 2026. Per ottenere questi risultati sarà cruciale per il settore del mobile proseguire sulla strada del rafforzamento competitivo, accelerando sul fronte degli investimenti orientati in particolare verso: transizione green e digitalizzazione, processi e funzioni di vendita, ricerca&sviluppo e formazione del capitale umano.

Premianti per la crescita dell’industria del mobile saranno anche gli investimenti in economia circolare, intensificando gli sforzi sul fronte della gestione delle risorse idriche e dei rifiuti e
dell’utilizzo di materie prime di riciclo all’interno dei processi produttivi, politiche che già ora sono più diffuse tra le imprese del mobile rispetto alla media manifatturiera (il 32,7% delle imprese del mobile utilizza materie prime seconde contro il 25,4% del manifatturiero)”.

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