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Associazione Urologi Italiani, progressiva riduzione dell’uso del bisturi in uro oncologia

In programma fino all’11 maggio Uroleague 2012, la tre giorni di lavoro organizzata dall’Associazione Urologi Italiani AURO.it nella cornice di Lido di Camaiore. L’appuntamento vede al centro dell’incontro la chirurgia urologica con interventi in tramsmessi in collegamento dalle sale operatorie della U.O.C di Urologia dell’Ospedale Versilia, diretta da Massimo Cecchi membro del direttivo di AURO.it. Gli interventi saranno eseguiti contemporaneamente ad uno scambio di opinioni continuo e aperto tra chi parla e opera e il pubblico

Associazione Urologi Italiani, progressiva riduzione dell’uso del bisturi in uro oncologia

In programma fino all’11 maggio Uroleague 2012, la tre giorni di lavoro organizzata dall’Associazione Urologi Italiani AURO.it nella cornice di Lido di Camaiore che ha visto come padrone di casa Massimo Cecchi, primario della U.C di Urologia dell’Ospedale Versilia e membro del direttivo AURO.it, organizzatore di tutti gli interventi tramessi in diretta dalle sale operatorie del reparto di cui è primario.

Gli interventi saranno eseguiti contemporaneamente ad uno scambio di opinioni continuo e aperto tra chi parla e opera e il pubblico. Obiettivo è esplorare le diverse possibilità terapeutiche che possono essere eseguite in sala operatoria nel trattamento dei principali tumori dell’apparato urinario (rene, surrene, uretere, vescica, prostata, testicoli) fornendo strumenti pratici e applicabili quotidianamente dai medici in sale operatorie, reparti e ambulatori. Con riferimento alle neoplasie più frequenti in ambito urologico la comunità scientifica è attualmente orientata a minimizzare l’invasività delle terapie e a trovare il giusto compromesso fra necessità oncologiche e salvaguardia della qualità della vita del paziente. “E’ giunto il momento - afferma Giario Conti, Presidente di AURO.it Primario della Divisione di Urologia presso l’Ospedale Sant’Anna di Como - di modulare l’intensità, l’estensione e gli eventuali danni funzionali del trattamento in base all’aggressività della malattia ed alle condizioni del paziente. Il futuro della chirurgia sarà dunque affidato alla progressiva riduzione dell’uso del bisturi a favore di fonti di energia sino all’estremo uso per via extracorporea“. La personalizzazione dei trattamenti rappresenta una direzione percorribile ogni qual volta l’intensità della patologia lo permetta e le evidenze della letteratura lo supportino. “Modulare i trattamenti - conclude Giovanni Muto Past President di AURO.it e Primario Urologo presso l’Ospedale san Giovanni Bosco di Torino"- adattarli caso per caso, privilegiare tecniche chirurgiche conservative degli organi interessati, oggi sono opzioni possibili grazie ai notevoli progressi raggiunti dall’urologia oncologica”.

All’incontro partecipano non solo esperti di urologia ma anche di altri campi quali la radiologia, proprio in nome di quell’interdisciplinarità volta alla creazione di strumenti culturali condivisi che si traducano in alta qualità delle pratiche cliniche a livello diagnostico e terapeutico.

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