Completata la mappatura dei genomi del cancro

Si è concluso lo studio, durato 10 anni. Un team internazionale ha completato la mappatura dei genomi del cancro. Ora sarà possibile saprene di più sulle cause e studiare nuove terapie

Ci sono voluti 10 anni di lavoro, ma ora un team di oltre 1.300 scienziati, provenienti da 37 Paesi del mondo hanno raggiunto l'obiettivo: la mappatura dei genomi del cancro è completa.

Si tratta di un risultano unico, tanto da conquistare la copertina della rivista Nature. Infatti, grazie a questa mappatura, ora sarà possibile sapere più cose sulle cause, sullo sviluppo e sull'evoluzione di diversi tipi d tumore. Il che permetterà di gettare le base per lo sviluppo di nuove classificazioni, diagnosi e terapie. Tra i 1.300 ricercatori che hanno collaborato allo studio, 35 arrivano dagli Istituti veneti: 33 da Verona, uno da Padova e uno da Treviso.

Lo studio, durato 10 anni, ha visto la collaborazione tra il consorzio internazionale Icgc, di cui fa parte anche l'Università di Verona, e il consorzio statunitense Tcga. Il team ha lavorato al progetto Genomi Pan-Cancro, che ha completato l'analisi di 2.600 genomi di 38 tipi di tumori diversi: si tratta dello studio di genomi più dettagliato fino ad ora disponibile. Infatti, le ricerche precedenti si erano concentrate sull'1% del genoma, cioè la parte del Dna che codifica le proteine. Ora, invece, gli studiosi hanno esplorato anche il restante 99%.

"Questo lavoro- spiega il professor Aldo Scarpa, direttore del centro di ricerca applicata sul cancro Arc-Net- aiuta a rispondere ad uno dei più importanti (e fino ad oggi irrisolti) quesiti della medicina: perché due pazienti affetti da quello che sembra uno stesso tipo di tumore possono avere esiti molto diversi e rispondere in maniera diversa alla stessa terapia?". La risposta risiederebbe nel Dna: "Il genoma del tumore di ogni paziente è unico, ma esiste una serie finita di schemi ricorrenti- continua Scarpa- Queste nuove informazioni daranno vita a studi che permetteranno di identificare tutti questi schemi per ottimizzare la diagnosi e il trattamento". "Questo studio - ha dichiarato Pier Francesco Nocini, rettore dell'Università degli studi di Verona - rappresenta una pietra miliare per la comunità scientifica, il culmine di una collaborazione mondiale che ha visto Verona pienamente attrice e orgogliosa di rappresentare l'Italia in questo lavoro rivoluzionario nello studio del genoma del cancro che cambierà il modo di affrontare questa malattia".

Il lavoro appena concluso permette l'avvio della seconda fase del progetto, chiamata Argo (Accelerating research in genomic oncology), che si occuperà di tradurre il sequenziamento del genoma dei tumori in terapie personalizzate. Inoltre, i ricercatori cercherano di "svelare i meccanismi di sviluppo di resistenza alla terapia, che spesso si instaurano e causano ricadute, e di poter comprendere le modalità di aggirarle". La seconda fase della ricerca, come riferisce AdnKronos, prevede sperimentazioni cliniche internazionali, con l'uso di famraci di nuova generazione.