Covid, così la colchicina agisce sulla salute dei pazienti

Le capacità di questa molecola di rallentare l'infiammazione sistemica sono state confermate da un nuovo studio, condotto su pazienti brasiliani

La colchicina è considerata la terapia d'elezione contro la gotta, le pericarditi croniche e tutte quelle patologie auto-infiammatorie caratterizzate da episodi febbrili periodici. In virtù della sua azione antiflogistica, la colchicina è, altresì, il farmaco a basso costo maggiormente studiato per contrastare l'infezione da Covid. Nata sin dall'antichità per le sue proprietà antinfiammatorie, si tratta di una molecola estratta dalle piante del genere Colchium.

Una delle più importanti e ampie ricerche a riguardo è quella condotta dagli scienziati dell'IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano e pubblicata sulla rivista "Clinical Immunology". Gli esperti, guidati dall'immunologo Emanuel Della Torre, hanno somministrato il farmaco a 9 pazienti domiciliari che, con il trascorrere del tempo, avevano iniziato a mostrare una sintomatologia suggestiva di un'evoluzione iper-infiammatoria della malattia. La transizione da una fase pauci-sintomatica ad una polmonite interstiziale nei soggetti affetti da Covid sembrerebbe essere causata dall'attivazione da parte del virus dell'inflammasoma. Quest'ultimo è un complesso di proteina che, se attivato, provoca il rilascio di citochine responsabili del danno organico e della febbre.

La colchicina, se usata tempestivamente, agisce bloccando l'attivazione dell'inflammasoma e impedisce, così, l'accumulo di cellule infiammatorie dei tessuti. La capacità di questa molecola di migliorare le condizioni dei pazienti affetti da Covid è stata altresì confermata da un piccolo studio clinico randomizzato in doppio cieco, condotto su pazienti brasiliani e pubblicato su "RMD Open".

Dall'11 aprile al 30 agosto 2020, a 72 individui è stato somministrato placebo o 0,5 milligrammi di colchicina, tre volte al dì per 5 giorni, seguiti dalla stessa dose due volte al dì per 5 giorni in aggiunta a un trattamento per coronavirus con azitromicina, idrossiclorochina, eparina e glucocorticoidi. A conclusione del trattamento, gli scienziati hanno sottolineato che chi aveva assunto colchicina aveva avuto bisogno di ossigeno in media per 4 giorni ed era rimasto in ospedale per circa 7 giorni. Al contrario, per il gruppo di controllo erano stati necessari 6,5 giorni di ossigeno e 9 giorni di ricovero.

Nonostante i risultati non siano ancora generalizzabili, i ricercatori ritengono che si debba sperare nella capacità della molecola di rallentare l'infiammazione sistemica. In Italia, il Comitato Tecnico Scientifico ha pubblicato le linee guida per la "Gestione domiciliare dei pazienti con infezione da Sars-CoV-2". Le stesse prevedono la somministrazione, oltre a paracetamolo, Fans, Raloxifene e Interferone, di colchicina nei soggetti con un'età superiore a 18 anni.

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