Covid, la nuova speranza delle immunoglobuline iperimmuni

Per lo studio clinico di fase 3 saranno arruolati 500 soggetti adulti di 58 strutture negli Stati Uniti, in Messico e in altri 16 Paesi dei cinque continenti

Covid, la nuova speranza delle immunoglobuline iperimmuni

Non si ferma la lotta contro il Covid. La CoVlg-19 Plasma Alliance, una collaborazione senza precedenti di aziende leader nel settore del plasma, ha confermato che sono stati arruolati i primi pazienti per lo studio clinico di fase 3 del trattamento con immunoglobulina anti-Coronavirus (ITAC) in ambito ospedaliero. La ricerca, sponsorizzata dal National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID), parte del National Institutes of Health (NIH), valuterà la sicurezza e l'efficacia di un farmaco sperimentale con immunoglobuline iperimmuni anti-Coronavirus (H-Ig). Il trattamento per via endovenosa sarà destinato a pazienti ospedalizzati con Covid a rischio di gravi complicanze.

Per contrastare l'infezione in forma avanzata fino ad ora è stato utilizzato il cosiddetto "plasma convalescente", ovvero plasma donato da soggetti sani che hanno contratto precedentemente la malattia e che, dunque, hanno sviluppato anticorpi (immunoglobuline) potenzialmente terapeutici. Questi possono essere trasferiti passivamente, per via endovenosa, all'individuo infetto per aiutarlo a proteggersi meglio dalla patologia in atto.

Diversamente, quando si parla di immunoglobuline iperimmuni anti-Covid, ci si riferisce all'isolamento degli stessi anticorpi, in particolare a quelli che neutralizzano il virus. Ma non solo. Si considera, altresì, lo sviluppo di un concentrato di immunoglobuline iperimmuni, ovvero un vero e proprio farmaco con anticorpi concentrati e titolati. Questi vengono utilizzati per l'immunizzazione passiva del paziente. Con il termine "immunizzazione passiva" si indica la somministrazione, dall'esterno e senza la risposta attiva del sistema immunitario del malato, di anticorpi specifici, concentrati e titolati.

L'indagine in questione è uno studio multicentrico globale, in doppio cieco, controllato con placebo e randomizzato. Saranno arruolati 500 soggetti adulti di 58 strutture negli Stati Uniti, in Messico e in altri 16 Paesi nei cinque continenti. La selezione prevede pazienti che sono stati ricoverati in ospedale a causa del Covid con sintomi della durata di 12 giorni o meno e senza disfunzione d'organo pericolosa per la vita o insufficienza d'organo. Gli individui riceveranno Remdevisir come trattamento standard. Lo scopo sarà quello di valutare la sicurezza e l'efficacia di H-Ig in associazione alla terapia di prima linea.

Commenti

Commenta anche tu
Grazie per il tuo commento