I dolcificanti artificiali aumentano il rischio di diabete

La Comunità Europea autorizza il loro consumo, ma consiglia di non superare la dose giornaliera ammissibile

I dolcificanti artificiali sono composti chimici di laboratorio, tuttavia ciò non significa che siano del tutto sintetici. Alcuni, infatti, sono prodotti dallo zucchero stesso o da sostanze che nascono come naturali, ad esempio determinate erbe. Essi sono stati creati essenzialmente per rispondere all'esigenza di dolcificare alimenti speciali per diabetici, ma si sono poi affermati come edulcorati per prodotti dietetici grazie al loro ridotto apporto calorico. Si pensi al potere edulcorante di aspartame e acesulfame 200 volte superiore a quello della saccarina e ben 300-500 volte superiore rispetto a quello del saccarosio. Il primo dolcificante sintetico in assoluto è stata la saccarina, scoperta per puro caso nel 1897 da un ricercatore della Johns Hopkins University (Maryland, Usa). Costantin Fahlberg, che stava sperimentando nuovi usi dei derivati del catrame di carbone, si dimenticò di lavare le mani prima di pranzo e si accorse che le sue dita sapevano di dolce. Il merito spettava al solfoniuro benzoico, un prodotto dell'ossidazione del tolouenesulfonamide.

I dolcificanti artificiali più noti sono: l'aspartame, la saccarina, l'acelsulfame K, il ciclammato, il neotame, il sucralosio e i polioli. Si ritiene che l'uso degli stessi (intesi come sostituti dello zucchero bianco) possa essere una buona strategia nel caso in cui si abbia la necessità di dimagrire o di controllare i livelli glicemici. La Comunità Europea ne autorizza il consumo, ma consiglia di non superare la dose giornaliera ammissibile (DGA): 40 mg/kg per peso corporeo per l'aspartame, 5 mg/kg per la saccarina e 9 mg/kg per l'acesulfame. Un utilizzo concomitante di bustine o compresse di dolcificanti, bevande light, farmaci o caramelle contenenti questo tipo di edulcoranti potrebbe facilmente far superare le dosi raccomandate. Gli eventuali effetti tossici e cancerogeni degli stessi sono ancora oggi oggetto di discussione. Particolare attenzione è stata dedicata all'aspartame il cui impiego, secondo alcune indagini scientifiche, è connesso allo sviluppo di alcuni tumori.

Una revisione di studi condotta dai ricercatori della University of South Australia ha sfatato un mito. Le persone che usano i dolcificanti artificiali per limitare l'assunzione di zuccheri e non ingrassare, in realtà, vanno incontro all'effetto opposto, ovvero aumentano di peso. Ma non è tutto. L'utilizzo degli stessi fa crescere il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2. Negli ultimi 20 anni si è registrato un aumento del 200% nel consumo di edulcoranti tra i bambini e del 54% tra gli adulti. Partendo da questi dati il professor Peter Clifton e il suo team hanno analizzato in maniera approfondita una serie di ricerche scientifiche. Tra queste c'è anche uno studio statunitense condotto su 5158 soggetti per 7 anni che ha scoperto come coloro che assumevano grandi quantità di dolcificanti naturali aumentavano di peso rispetto ai non utilizzatori. Anche le bevande addolcite artificialmente sono collegate a un aumento dei rischi di morte, di malattie cardiovascolari, di ictus e di demenza tra le persone anziane. Inoltre gli edulcoranti modificano i batteri intestinali e ciò può portare allo sviluppo di diabete di tipo 2.

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