Leucemia mieloide acuta, identificato un nuovo bersaglio genetico

L'importante studio su questo tumore del sangue è stato condotto dai ricercatori del Wellcome Trust Sanger Institute

Leucemia mieloide acuta, identificato un nuovo bersaglio genetico

La leucemia mieloide acuta è un aggressivo tumore del sangue che colpisce soggetti di tutte le età. Si sviluppa nel midollo osseo e progredisce in maniera molto rapida. I sintomi, che si manifestano precocemente, all'inizio sono aspecifici. In seguito compaiono spossatezza, pallore, sanguinamenti frequenti, dolori diffusi, perdita di peso e tendenza alle infezioni a causa della riduzione dei globuli bianchi sani. Le cure tradizionali per questa neoplasia sono rimaste invariate per decenni e meno di una persona su tre sopravvive dopo la diagnosi.

I ricercatori del Wellcome Sanger Institute hanno scoperto che una precisa mutazione genetica, collegata a una prognosi infausta della leucemia mieloide acuta, è coinvolta nello sviluppo della malattia se combinata con altre mutazioni nei topi e nelle linee cellulari umane. Lo studio, pubblicato su "Nature Communications", fornisce una maggiore compresione di come la mutazione con perdita di funzione del gene CUX1 porti all'avvento di questo tumore del sangue. I risultati suggeriscono che il targeting di un percorso essenziale per la continua crescita di queste cellule cancerose potrebbe portare a nuove terapie mirate per alcuni pazienti.

Precedentemente, attraverso l'analisi del sequenziamento del DNA su larga scala, gli scienziati hanno scoperto che mutazioni con perdita di funzione del gene CUX1 sul cromosoma 7q sono state osservate in diverse tipologie di cancro, inclusa la leucemia mieloide acuta. Tuttavia il ruolo di questo gene non era chiaro. Nel nuovo studio, il team ha utilizzato la tecnologia di modifica genetica CRISPR / Cas9 per dimostrare che la mancanza di funzionamento di CUX1 porta all'espansione di alcuni tipi di cellule staminali del sangue difettose nell'apoptosi, ovvero un tipo di morte cellulare regolata.

Si è giunti alla conclusione che la perdita di CUX1 causa una maggiore espressione del gene CFLAR (codificante per una proteina che trattiene l'apoptosi), fornendo potenzialmente un mezzo per le cellule neoplastiche mutate per eludere la morte cellulare e propagarsi. Il targeting CFLAR, o in generale percorsi di evasione dell'apoptosi, potrebbe essere un possibile trattamento per i soggetti che convivono con la leucemia mieloide acuta, tipologia collegata a una prognosi sfavorevole. Attualmente non esistono farmaci clinicamente approvati che prendono di mira la CFLAR. La scoperta apre, dunque, le porte a nuovi futuri trattamenti.