Melanoma, scoperto il ruolo del gene STING

La scoperta è opera dei ricercatori del Moffitt Cancer Center & Research Institute

Melanoma, scoperto il ruolo del gene STING

Il melanoma è una neoplasia che deriva dalla trasformazione cancerosa dei melanociti, ovvero alcune cellule che formano la pelle. In Italia si stimano 7.300 nuovi casi ogni anno fra gli uomini e 6.700 fra le donne. I dati AIRTUM confermano l'aumento dell'incidenza annua di quello che rappresenta il 5% di tutti i tumori che interessano la cute e che è pari al 3,6% nel sesso maschile e al 2,5% nel sesso femminile. Raro nei bambini, esso colpisce soprattutto gli adulti di età compresa tra i 45 e i 50 anni. È ormai noto da tempo che un sistema immunitario disfunzionale contribuisce in maniera significativa allo sviluppo del cancro.

Sono state così messe a punto varie strategie terapeutiche per trattare diversi tipi di cancro (incluso il melanoma) che, agendo sul sistema immunitario, lo rendono più efficiente nel contrastare le cellule neoplastiche. Tuttavia, tali immunoterapie, non sempre danno i risultati sperati e molti pazienti non mostrano risposte cliniche promettenti. I ricercatori del Moffitt Cancer Center & Research Institute hanno dimostrato come un importante difetto nell'espressione del gene STING nelle cellule del melanoma non sia rilevabile e dunque distruttibile da parte delle cellule del sistema immunitario. Lo studio è stato pubblicato su "Proceedings of the National Academy of Sciences".

Nel dettaglio, sono stati scoperti differenti meccanismi che consentono alle cellule tumorali di evitare il controllo e la distruzione da parte delle cellule immunitarie. Un'importante modalità che facilita le interazioni tra cellule cancerose e cellule immunitarie è la via di segnalazione dell'interferone. Essa, infatti, aumenta l'espressione delle molecole che permettono alle cellule neoplastiche di essere riconosciute e uccise da quelle immunitarie. Una delle molecole chiave nella via di segnalazione dell'interferone è STING che viene attivata dalla proteina cGAS.

Precedentemente si è scoperto che l'attività di STING è alterata in un alcune tipologie di melanoma. Ciò si traduce nell'impossibilità per le cellule del sistema immunitario di prendere di mira quelle tumorali. Ma in che modo l'espressione genica viene soppressa? Gli scienziati hanno focalizzato l'attenzione su un processo chiamato modifica epigenetica, durante il quale i gruppi di metilazione sono aggiunti alle regioni regolatrici del DNA dei geni, determinando la disattivazione di questi ultimi.

Il team di ricerca, mediante una serie di esperimenti di laboratorio, è giunto alla conclusione che la regione regolatrice del DNA del gene STING è altamente modificata dai gruppi di metilazione, con conseguente perdita dell'espressione genica in alcune linee cellulari del melanoma. In seguito è stato dimostrato che è possibile riattivare l'espressione di STING con un farmaco demetilante o con approcci genetici che superano la metilazione. Tali interventi hanno incrementato l'attività funzionale del gene e determinato un aumento dei livelli di interferone. Ciò ha consentito, così, alle cellule cancerose di essere riconosciute e, quindi, di essere distrutte.

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